Rembrandt per la prima volta a Roma

Dal 23 giugno alla metà di settembre 2011 i musei capitolini ospiteranno la ‘Donna alla toletta’, capolavoro del celebre artista olandese
di Serenella Napolitano - 23 Giugno 2011

Arriva dalla National Gallery di Ottawa il capolavoro di Rembrandt van Rjin (1606 – 1669) ‘Donna alla toletta’ che sarà ospitato dal 23 giugno 2011, fino alla metà di settembre 2011, ai Musei Capitolini di Roma.

“I visitatori del Musei Capitolini – spiega l’assessore alle Politiche Culturali e al Centro Storico Dino Gasperini – potranno ammirare, per la prima volta a Roma, la celebre tela dipinta da Rembrandt ad Amsterdam nel 1633. Si tratta di un’importante opportunità, frutto di uno scambio con la National Gallery of Canada di Ottawa, cui la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale ha concesso in prestito la ‘Buona Ventura di Caravaggio’, in occasione di una mostra caravaggesca”.

Il dipinto è stato eseguito nel 1633, anno in cui l’artista si fidanza con Saskia van Uylenburgh ed è probabile che il quadro sia da collegare al matrimonio tra i due, già stabilito al momento dell’esecuzione, forse il volto della donna potrebbe essere della futura sposa dell’artista: Saskia e Rembrandt si sposeranno ad Amsterdam il 22 giugno 1634.
In questo periodo Rembrandt si trasferisce nel quartiere ebraico di Amsterdam e spesso fa posare i suoi vicini ebrei per usarli come modelli per i quadri che rappresentavano scene dell’Antico Testamento.

Il quadro rappresenta una donna seduta in una stanza mentre una serva si occupa dei suoi capelli, il tutto impreziosito dal sapiente utilizzo del chiaroscuro con ombre e luci che si mescolano, trasportando lo sguardo dell’osservatore sul paffuto volto della donna. Di sicuro l’artista ha voluto dipingere una eroina del Vecchio Testamento, probabilmente Ester o Giuditta, anche se la critica è più favorevole a pensare che si tratti di Giuditta. In entrambi i casi sono comunque due giovani donne che con fede e con coraggio salvano il proprio popolo, in guerra contro un nemico agguerrito e soverchiante. Una circostanza uguale alla situazione dello Stato olandese, che nello stesso periodo difende con tenacia e sacrifici la propria indipendenza di fronte alle truppe spagnole.

All’epoca del quadro, Rembrandt, di cui i musei romani non possiedono nessuna opera, ha circa ventisette anni e si sta affermando nel panorama pittorico. In questo periodo la sua bottega di Amsterdam inizia a diventare il principale punto di riferimento per la ricerca artistica, in grado di soddisfare le esigenze della ricca e composta borghesia olandese. Inoltre l’artista, come ogni genio della pittura, visse momenti di gloria e momenti bui, ma quel che è certo che è stato il primo a fondere gli aspetti terreni e quelli spirituali trasportati con immagini tormentate e a volte burrascose come nessun altro pittore è riuscito a fare.


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