“Ricordi dell’antico. Sculture, porcellane e arredi all’epoca del Grand Tour”

In mostra nelle sale di Palazzo Caffarelli ai Musei Capitolini fino all’8 giugno

“Ricordi dell’antico. Sculture, porcellane e arredi all’epoca del Grand Tour”, questo il titolo dell’esposizione promossa dall’assessorato alle Politiche Culturali del comune di Roma, in mostra nelle sale di Palazzo Caffarelli ai Musei Capitolini, fino all’8 giugno: oggetti realizzati dalle più prestigiose manifatture, tra la fine del XVII e gli inizi del XIX secolo, destinati a uno dei collezionismi più diffusi in Europa: quello, per l’appunto, del Grand Tour.

“La mostra ricostruisce, attraverso opere diverse e pregiate, l’interesse del collezionismo settecentesco all’epoca del Grand Tour – ha spiegato Andreina d’Agliano, curatrice dell’esposizione insieme con Luca Melegati – mostrando come venivano riprodotti e riproposti i capolavori dell’antichità classica. Un itinerario che spiega come è stato vissuto l’antico all’epoca del Grand Tour e che illustra il fenomeno della copia”.

Un fenomeno che ha visto la manifattura Ginori, la Reale Fabbrica di Napoli, la Wedgwood, la manifattura Volpato e quella di Se’vres, la Manifattura Imperiale di Vienna e quella di Berlino inviare artisti e disegnatori in Italia perché copiassero e carpissero i segreti delle decorazioni classiche da riportare, poi, sulle proprie realizzazioni.

I preziosi oggetti esposti nella mostra (statue e statuette in ceramica, porcellana, bronzo, biscuit e marmo raffiguranti Mercurio, fauni, menadi, Pallade o Achille; servizi da tavola con scene ispirate a Pompei ed Ercolano; pendole, vasi, candelieri a decorazioni classicheggianti) sono infatti tutti stati realizzati dalle manifatture dell’epoca, ed erano poi destinati a illustri clienti e committenti. Tra gli appassionati collezionisti, personaggi celebri come Papa VI Braschi, Ferdinando IV di Borbone e sua moglie Maria Carolina, Federico di Prussia e Giorgio III d’Inghilterra, fino a Napoleone.

Cinque, le sezioni in mostra, in cui scorre la storia delle più importanti collezioni che hanno poi raccolto questi oggetti (quelle del Museo Pio Clementino, dei Musei Capitolini, della Tribuna degli Uffizi, le Raccolte Farnesi e il Museo Archeologico di Napoli); l’influsso di Pompei ed Ercolano sul gusto decorativo; il trionfo dei moduli classici. Per un totale di centocinquanta opere esposte.

I visitatori potranno anche ammirare inoltre, in mostra, la Venere Callipigia e l’Apollo del Belvedere di Valadier (provenienti direttamente dal Louvre) e l’Arrotino di Gaspero Bruschi.

Per ulteriori informazioni: tel. 060608 – tutti i giorni 9.00-22.30

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