

In ricordo della Repubblica Romana del 1849
Sulle Mura Gianicolensi in ricordo delle battaglia per la difesa di Roma del 1849, furono apposte due lapidi. Nel corso degli anni sempre per la fretta e forse per la mancanza di curiosità i due testimoni di un’epoca così importante per la storia d’Italia, stavano per essere dimenticate coperte da una coltre di smog e patine biologiche che ne offuscavano il loro risorgimentale ricordo. Dopo varie segnalazioni dai comitati cittadini e in occasione della ricorrenza della proclamazione della Repubblica Romana (9 febbraio-3 luglio 1849), le due lapidi sono state restaurate e sono di nuovo ben chiare e leggibili le scritture in esse conservate.
Le due lapidi sono affiancate sulla cortina muraria seicentesca, tra il secondo e il terzo bastione, nel tratto che va da Porta S. Pancrazio a Porta Portese, in prossimità dell’ingresso secondario di Villa Sciarra in Viale delle Mura Gianicolensi. Le targhe furono collocate in periodi differenti: nel 1850 quella di destra scritta dopo la restaurazione del potere temporale in latino dall’amministrazione pontificia con gli stemmi del Comune di Roma e della famiglia Odescalchi, che loda i francesi e denigra i garibaldini; l’altra nel 1871 onora la memoria dei caduti della Repubblica Romana per la difesa di Roma. I restauri, costati 25.109,95 euro, sono stati curati da un comitato municipale diretto dall’architetto Luigi Poletti. Sono stati inoltre effettuati il consolidamento, la stuccatura, la protezione finale e la rubricatura delle iscrizioni.
Oltre a rappresentare la memoria, per le giovani generazioni, della Storia moderna, di Roma e delle sue lotte per la libertà e democrazia, le due lapidi rappresentano dal punto di vista letterario un passaggio straordinario dalla lingua ufficiale e burocratica dello stato pontificio a quella diretta e tempestosa di una nuova lingua, l’italiano,. Che proprio in quell’attimo di storia rappresentava un riscatto per la fine di uno stato sacerdotale e non più nazionale a Roma.
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