Ritrovati i reperti trafugati dalle Catacombe di San Callisto

I frammenti del valore di 200mila euro erano stati murati in un agriturismo a Norcia
Serenella Napolitano - 27 Febbraio 2015

Non è la prima volta e forse non sarà nemmeno l’ultima. Infatti, se il controllo del territorio resterà carente e le leggi a tutela dei Beni Culturali poco punitive continueremo ad assistere al trafugamento delle nostre opere d’arte e dei nostri beni archeologici, che andranno ad arricchire qualche collezione privata.

Come nel caso degli 11 frammenti di epoca romana rubati nel 2003 dalle Catacombe di San Callisto a Roma (del valore di 200mila euro) cementati come ornamento in un agriturismo di Norcia.

A possederli la proprietaria dell’immobile, una romana 60enne, che è stata denunciata per possesso illecito di beni culturali dello Stato e per violazioni in materia di ricerche archeologiche.

reperti san callistoGli accertamenti dei militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze erano stati avviati dopo una segnalazione della Soprintendenza archeologica umbra, nella qualità della dott.ssa Gabriella Sabatini. Oggi i reperti sono stati consegnati alla Pontificia commissione di archeologia sacra di Roma, rappresentata dal professor Fabrizio Bisconti.

Gli esperti hanno fatto sapere che nei prossimi mesi verrà fatta una conferenza per spiegare il valore inestimabile di tali oggetti e per trasmettere ancora una volta un messaggio importantissimo. Se i beni archeologici vengono decontestualizzati si distrugge la storia e non si torna più indietro.

Nel caso dei reperti ritrovati a Norcia era ben chiara la loro provenienza ma in tantissimi altri casi, come più volte ha sottolineato il magistrato Paolo Giorgio Ferri, che durante la sua carriera si è battuto affinchè venisse bloccata la macchina del traffico illecito dei beni culturali.

Il traffico illecito di opere d’arte è, dopo quello della droga e delle armi, il più redditizio al mondo. Attorno a questo colossale affare si è costituita una filiera internazionale che parte dai tombaroli e passa attraverso mediatori, spedizionieri, restauratori e mercanti per concludersi con i grandi acquirenti. Insomma tutti loro in un solo momento sono responsabili di due crimini: sottrazione di un bene alla comunità e distruzione della sua storia.


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