Roads of Arabia, un’esposizione unica nel suo genere

Omnia Urbes e L’incontro più volte e con più utenti hanno presentato e guidato in una visita numerosi soci 
Olga Di Cagno - 13 Gennaio 2020

La mostra “Roads of Arabia” allestita presso il Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano e visitabile fino al 28 marzo 2020 è veramente, sinceramente, onestamente magnifica!

In questi giorni, più che mai, avere uno sguardo di ammirazione e di interesse verso una terra che purtroppo è al centro della scena politica internazionale non per la bellezza della sua cultura aiuta a mantenere vigile ed alta la coscienza sulla storia di antiche civiltà, aiuta a considerare e riflettere anche sulla reciproca influenza che nel corso del tempo hanno avuto territori e culture apparentemente distanti tra loro come quelle mediterranea occidentale da una parte e quella arabica desertica dall’altra.

Poter ammirare i tesori ed i testimoni di un mondo lontano dal nostro, e poterli ammirare all’interno delle Terme di Diocleziano che sono testimoni e tesori dell’epoca della grande Roma imperiale è un vero, reale, concreto privilegio.

All’interno delle teche è possibile ammirare frammenti di industria litica risalenti a più di cinquemila anni fa, statue antropomorfe che rappresentano antenati divinizzati, gioielli ed oggetti sacri appartenenti a civiltà ormai scomparse e lapidi, vetri, suppellettili di una Roma che si affacciava in quell’orizzonte lontano portando sempre la sua cultura ovunque.

La porta ed il drappo della Ka’aba presso la Mecca sono, forse, i due reperti di maggior rilievo. Emozionante e sublime è poter accostarsi a due oggetti sacralizzati dal contatto con la famosa “pietra nera”.

È un vero salto spazio dimensionale quello che si riesce a percorrere ammirando i tesori esposti all’interno della mostra. Si è a Roma, in pieno occidente, agli inizi del III millennio d.C. ma si è in contemporanea in Oriente, quello favoleggiato in “Le Mille e una notte”, quello pregno degli effluvi dei gelsomini, quello magico ed intimo negli infiniti orizzonti dei deserti.

Ogni singolo pezzo esposto partecipa ad una narrazione corale completa, opulenta, magnifica.

Magnifica. Però (purtroppo c’è sempre un però) risulta quasi incomprensibile se non si è accompagnati da qualcuno che possa interpretare, decifrare, illustrare i tesori esposti perché le didascalie sono fisicamente incomprensibili, illeggibili, indecifrabili.

Eppure si tratta di un’esposizione allestita in collaborazione tra il Mibact italiano e le più alte rappresentanze culturali della penisola araba, una mostra progettata per essere testimone culturale di un altro modo di vedere e concepire il divino.

Peccato quelle didascalie!

Un’esposizione, purtroppo, che sebbene allestita all’interno di uno degli scenari più imponenti della romanità, ha dei limiti fortissimi nella gestione dei contenuti e nella rappresentazione delle didascalie.

Un vero peccato!

Piccole, illeggibili, inavvicinabili perché posizionate troppo in basso e quindi scomodissime, scollegate ai reperti a cui fanno riferimento: un vero disastro!

Peccato, veramente, in alcune, quando si riesce a capire a quali pezzi ci si riferisca (mancano infatti tutti i numeri di riferimento all’interno delle vetrine) i contenuti sono evasivi e per nulla esplicativi; in altre bisogna addirittura prima capire a quale vetrina bisogna riferirsi.

Esempio ne è la didascalia riferita proprio alla porta ed al drappo della Ka’ba posta fisicamente lontana, distante, distaccata dai reperti e posizionata sopra un’atra targhetta didascalica riferita ad altri reperti!

Da una parte la porta ed il drappo, e distante, posta su un’altra didascalia riferita ad altri oggetti esposti la lastrina metallica di spiegazione.

Più volte è stato riferito che se non ci fosse stato chi avrebbe saputo interpretare e spiegare i contenuti gran parte degli stessi si saprebbero persi nella visita.

Domenica 2 febbraio il prossimo appuntamento

Valorizzazione significa anche comprensione e condivisione ed è proprio in quest’ottica che Omnia Urbes e L’Incontro continueranno a proporre visite guidate alla mostra, la prossima data prevista è per domenica 2 febbraio prossimo.

Su questo giornale ne daremo notizia per tempo, consapevoli che aiutare a decifrare e comprendere una cultura lontana dalla nostra storia può aiutare, anche se in piccola parte naturalmente, a decifrare e comprendere meglio la situazione politica presente, abbattendo stereotipi e mostrando, almeno a livello culturale, una visione meno distorta della narrazione storica!

 

 


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