

Un ulteriore esposto alla Procura della Repubblica di Roma del consigliere regionale Fabrizio Santori. La Procura, a sua volta, ha aperto un’indagine contro ignoti. Ma gli ignoti sono visibili, in pieno giorno e indisturbati
Da anni rappresentiamo da queste pagine l’incredibilità di quanto continua a consumarsi nella Capitale a danno dei cittadini e dell’ambiente.
Purtuttavia i roghi di materiali di ogni genere, certamente tossici, sono continuati senza sosta tra via Collatina, via Salviati e via di Salone. Non solo, ma – come era prevedibile – in difetto di azioni decise ed efficaci per troncare l’abuso, hanno stimolato nel tempo un effetto di emulazione per cui la fruttuosa pratica è stata adottata dagli altri insediamenti occasionali ed abituali, abusivi, consentiti o tollerati, che cingono la nostra città.
Intanto i cittadini che invocavano inutilmente di poter respirare aria non nociva, inascoltati dalle istituzioni hanno dovuto attuare forme crescenti di proteste, che hanno avuto il loro culmine nella rivolta di Tor Sapienza e annunciano prosecuzioni in quelle organizzate a Ponte di Nona.
Perché, se prima le alte colonne di fumo venivano alimentate solo in un piccolo ambito alla periferia orientale di Roma, ora a scorno del Campidoglio e a danno delle popolazioni periferiche, si vedono raggiunte da quelle di Ponte di Nona, Prati Fiscali, Parco delle Valli tra Conca d’Oro e Val d’Ala, via Candoni a Muratella, La Barbuta a Ciampino, le aree golenali del Tevere, a Magliana e nei pressi della Roma Fiumicino. Insomma il fenomeno si è accresciuto così a dismisura da coinvolgere interi quartieri della città.
A denunciare i danni alla salute umana e all’ambiente c’è un ulteriore esposto dettagliato alla Procura della Repubblica di Roma da parte del consigliere regionale del Lazio Fabrizio Santori . La Procura, a sua volta, ha aperto un’indagine contro ignoti per “getto pericoloso di cose e combustione illecita di rifiuti”
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Il consigliere stigmatizza: “non è chiaro il motivo per cui si parla di “ignoti” dal momento che i responsabili agiscono con arroganza alla luce del giorno, senza preoccupazione certi di rimanere impuniti”.
L’esposto richiede, sulla base della normativa vigente, visto l’art. 32 della Costituzione, l’art.256 bis D. Lgs. N. 152/2006 introdotto attraverso il Decreto Legge “Terra dei Fuochi” e 674 c.p., di adottare tutti i provvedimenti necessari per individuare i responsabili e punirli a tutela della sicurezza dei cittadini e del patrimonio immobiliare che sorge nelle aree limitrofe i campi e prevenire danni ambientali irreparabili causati da sostanze pericolose, gas tossici e vapori dall’odore nauseante.
I fumi tossici – aggiunge Santori – che attentano quotidianamente la vita dei romani sono la punta di un iceberg sostenuta da altre problematiche incancrenite a Roma e aggravate dall’irresponsabilità e dall’incompetenza di questo Sindaco e della sua squadra, quali la questione del rovistaggio e i continui furti di cavi bruciati dai nomadi per estrarre rame da vendere illegalmente. Non vorremmo che Marino costringesse tutti i romani a continuare a dormire con maschere antigas dentro casa propria”.
Il problema è gravissimo se anche l’Unione Europea è tornata ad alzare la voce contro l’immobilismo delle istituzioni che non sono più capaci di contrastare questo fenomeno
I cittadini di Ponte di Nona e dintorni scenderanno presto in piazza per invocare aria respirabile e sicurezza con la chiusura dei campi rom da via di Salone a via dei Salviati.
Sempre nell’intento di risolvere il problema campi rom e roghi tossici, ultimamente si è tenuto nel Teatro biblioteca del Quarticciolo l’incontro dibattito “Superare i campi rom” organizzato dalla Rete territoriale Roma Est, con i rom del campo di via Salviati.
Aria fritta perché gli appelli contro i roghi tossici dell’assessore alle Politiche Sociali Francesca Danese e dal vicepresidente del Cdq Tor Sapienza Roberto Torre, non hanno sortito risultati. Gli eterni falò si sono infatti puntualmente ripresentati a conferma della certezza dei rom di aver comunque partita vinta. Roberto Torre, del Cdq Tor Sapienza sul profilo Facebook ha postato: “Cara assessora Danese, siamo in forte trepidazione affinché le sue parole, tra l’altro condivisibili e molto apprezzate, si trasformino in atti concreti e risolutivi. Smoke gets in your eyes”.
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