

Dal 19 ottobre 2017 all'11 febbraio 2018 al Complesso del Vittoriano, l’esposizione, curata da Marianne Mathieu, presenta circa sessanta opere
Dal 19 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018, a Roma, il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini ospiterà una splendida mostra dedicata a Monet.
L’esposizione, curata da Marianne Mathieu, presenta circa sessanta opere del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo. Si tratta infatti delle opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al museo.
L’excursus andrà dalle celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate agli amatissimi fiori del suo giardino (rose, glicini, agapanti) fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali Ninfee e Glicini, la mostra renderà conto delle molteplici sfaccettature del suo lavoro, restituendo la ricchezza artistica di Monet.
Claude-Oscar Monet (Parigi, 14 novembre 1840 – Giverny, 5 dicembre 1926) è stato un pittore francese, considerato il padre dell’Impressionismo.
Tra le sue opere, sono celebri le serie Cattedrali di Rouen, Le Ninfee, Serie dei Pioppi, Covoni, Il Parlamento di Londra, Mattini sulla Senna, Charing Cross Bridge.
Monet è il pittore che fece della pittura en plein air un rituale necessario e senza mediazioni. Tra la luce assoluta e la pioggia fitta, tra le minime variazioni atmosferiche e l’impero del sole, egli tramutava i colori in tocchi purissimi di energia, dissolvendo l’unità razionale della Natura in un flusso indistinto, elettrico, retinico, effimero. Da fissare sul quadro così come il sole fissava la sua impronta sulla lastra fotografica. Erano anni di rivoluzioni estetiche, tecnologiche, culturali. Che centinaia di mostre hanno celebrato e raccontato, e che non smettono di conquistare il grande pubblico.
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