

Presentato il 20° Congresso mondiale dell'Energia. Presenti il sindaco Veltroni e il ministro dello Sviluppo economico Bersani
E’ stato presentato il 26 ottobre in Campidoglio il Wec-World energy congress che si terrà dall’11 al 15 novembre presso la Nuova Fiera di Roma. Presenti all’appuntamento tra gli altri il sindaco di Roma Walter Veltroni, il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, il presidente del World Energy Council Italia Gilberto Callera, il presidente e amministratore delegato di Micromegas Comunicazione Erminio Fragassa ed il presidente del Comitato organizzatore di Rome 2007 Chicco Testa.
Il 20esimo Congresso mondiale dell’energia che ha come titolo «Il futuro dell’energia in un mondo interdipendente», sarà davvero un grande appuntamento internazione: ottanta eventi, 220 mila metri quadrati di spazi espositivi, 300 aziende presenti che operano in settori dell’universo energetico, 3.500 delegati provenienti da tutto il mondo, oltre 500 giornalisti accreditati che giungeranno da 60 Paesi, 40 top manager dei più importanti gruppi dell’energia mondiale.
“L’ energia” ha sottolineato Veltroni durante la presentazione “è uno dei grandi temi del nostro tempo dal punto di vista dell’approvvigionamento, del mercato, dello sviluppo e dal punto di vista della sostenibilità dello sviluppo stesso”. Il sindaco ha citato un esempio di best practice della Capitale, ricordando le recenti delibere sulle risorse rinnovabili come parziale fonte di energia negli edifici pubblici (al 50%) e privati (al 30%) e la sperimentazione dei pannelli solari all’ex Mattatoio di Testaccio.
E proprio l’uso dell’energia verde sarà uno dei temi principali del congresso, ha spiegato Chicco Testa, per capire “come far quadrare il cerchio di una domanda di energia sempre più crescente con il problema dell’ambiente e della riduzione dell’ effetto serra”, riconsiderando perciò, secondo Testa, come obiettivi strategici di questo terzo incontro mondiale anche l’efficienza energetica, il carbone pulito e il nucleare, tornato alla ribalta con l’aumento del costo del barile a 92 dollari.
Un evento, dunque, che il nostro Paese seguirà con particolare attenzione, poiché, come ha spiegato Bersani rappresenterà una “straordinaria opportunità perché l’Italia si inserisca nel dibattito mondiale dell’energia. Noi abbiamo bisogno di uno svecchiamento del modo di discutere. Possiamo chiederci se in Italia abbiamo qualcosa da dire, io credo di sì e sta in una nuova impostazione, una nuova dottrina”. “In un anno e mezzo” ha sottolineato ancora il ministro “abbiamo siglato 7/8 accordi internazionali verso le aree produttrici”, applicando tre criteri: “moltiplicare le infrastrutture per consentire la sicurezza e l’abbassamento dei prezzi, puntare su una reciprocità che consenta sia alle nostre imprese di investire all’estero sia ai Paesi produttori di inserirsi nel nostro mercato, diversificare e arricchire le relazioni internazionali per configurare un nuovo modo di interdipendenza”.
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