Roma e l’Antico. Realtà e visione nell’700

Dal 30 novembre 2010 al 6 marzo 2011sette percorsi per rivivere il Grand Tour che vide Roma la città privilegiata

Il XVIII secolo, epoca in cui nacquero le prime teorie sulla storia dell’arte in cui ci fu la ricerca del classicismo, rivive a Roma grazie ad una mostra organizzata dal Museo della Fondazione di Roma a Palazzo Sciarra dal 30 novembre 2010 al 6 marzo 2011, a cura di Carolina Brook e Valter Curzi.

L’epoca tra l’altro non è stata una scelta causale, infatti fu proprio in questo periodo che a Roma come nel resto della penisola ad esempio nella celeberrima città sepolta sotto i detriti del Vesuvio, Pompei, iniziarono i primi scavi archeologici. Nella Capitale grazie al mecenatismo del papa Clemente XIII si indagò nella fastosa residenza di Nerone, già nota precedentemente e oggi in mostra, completamente visitabile grazie all’utilizzo di affascinanti tecnologie che partendo da acquerelli e disegni dell’epoca faranno rivivere ai visitatori i fasti e il lusso dell’interno della domus non più visibili.
Non solo reperti archeologici ma anche tutta l’arte e la scultura del Settecento romano. Non bisogna dimenticare infatti che il XVIII secolo diede fama e luce ad Antonio Canova, che torna a rivivere in questa mostra con le sculture Venere e Adone prestate dal Museo e Gipsoteca di Possagno e Amore Alato noto come Amorino Yussupov dall’Hermitage di San Pietroburgo; sarà in mostra il pittore Jacques Louis David, con l’esemplare nudo accademico di Ettore, realizzato a Roma e ora conservato nel Musée Fabre di Montpellier; Anton Raphael Mengs, con il Parnaso dell’Hermitage e il notissimo “falso antico” Giove bacia Ganimede della Galleria di Palazzo Barberini; ancora ci sarà l’incisore Giovanni Battista Piranesi, da sempre innamorato della Roma classica e di tutte le antichità.

In una nota il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente Fondazione Roma parla cosi della mostra: “Secolo delle grandi scoperte archeologiche, nel ‘700 il fascino dell’antico coinvolge infatti artisti, letterati, studiosi e collezionisti internazionali e il richiamo suscitato dai reperti archeologici dell’Urbe – autentici o riprodotti – genera una vera e propria moda. La mostra racconta dunque di Roma quale modello culturale universale, con le sue meraviglie, i suoi monumenti e i suoi primi musei”.

Il percorso di visita sarà articolato in sette sezioni avendo come centro propulsore Roma che in quei tempi era meta di romantici viaggiatori che poi la immortaleranno nei loro disegni. Il visitatore sarà trasportato a rivivere le sensazioni dei letterati del tempo che venendo in Italia assistevano alle classiche rovine e fermavano i loro sguardi sulle candide statue; attraverso i primi scavi archeologici verrà evidenziata la tutela e la conservazione fatta nei primi musei; si affronterà poi il discorso sulla falsificazione delle opere d’arte e sul restauro; non a caso molte statue antiche romane, esposte nei musei di tutto il mondo, sono il risultato di radicali interventi di restauro settecenteschi.
La quinta sezione illustra la formazione artistica e il diffondersi del modello didattico romano, grazie al riconoscimento europeo del primato dell’Antico e quindi la nascita delle prime accademie; dalle accademie e la nascita della ricerca del bello nelle opere d’arte si passerà al modo di arredare una casa nel settecento proprio evocando le domus romane.
A salutare il visitatore sarà l’ultima sala dove verranno esposti dipinti e sculture dei più famosi protagonisti del Settecento e di chi in quell’epoca si ispirò al mondo classico per trarne ispirazione.

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