

Il documento, presentato dal capogruppo della Lega Giuseppe Ferone, chiede più controlli e più risorse per le forze dell'ordine
Più sicurezza, più risorse e un presidio costante sul territorio. È questo il cuore della risoluzione approvata dal consiglio del VI Municipio, il più esteso e popoloso della Capitale, che abbraccia i quartieri di Roma Est.
Ma a colpire non è tanto il contenuto del documento, quanto la sua origine: a presentarlo non è stata l’opposizione, bensì il capogruppo della Lega, Giuseppe Ferone.
Una presa di posizione che suona come un monito interno al centrodestra, che governa il Municipio con il presidente Nicola Franco, da sempre in prima linea sul tema della sicurezza.
Proprio Franco, negli ultimi anni, ha fatto del contrasto al degrado e alla criminalità la cifra della sua amministrazione, partecipando personalmente a sgomberi e incontri nei quartieri più difficili.
Eppure, nel testo approvato dall’aula, si legge chiaramente che “le competenze in materia di ordine pubblico e sicurezza sono principalmente statali”. Parole che, indirettamente, evidenziano come i risultati promessi dal governo nazionale – e attesi nel territorio – tardino ad arrivare.
La risoluzione di Ferone chiede al minisindaco e all’assessore alla Sicurezza, Andrea La Fortuna, di avviare un dialogo con il sindaco Gualtieri per sollecitare al Ministero dell’Interno un intervento straordinario per Roma Est.
Tra le richieste: più mezzi, nuove dotazioni, presidi fissi, maggiore presenza delle forze dell’ordine e un ridimensionamento dei Centri di accoglienza straordinaria (CAS).
Una presa d’atto, di fatto, del fallimento degli strumenti finora messi in campo. Lo stesso Ferone, nel documento, riconosce che molte delle mozioni approvate negli ultimi mesi – da Colle degli Abeti a Villaggio Prenestino, fino a Finocchio – sono rimaste lettera morta, bloccate dalla mancanza di uomini e risorse.
Durissimo il commento del centrosinistra. “Il fallimento del governo Meloni sulla sicurezza nelle periferie è ormai evidente – attacca Fabrizio Compagnone, capogruppo del Pd –. Nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, i cittadini continuano a sentirsi abbandonati”.
E aggiunge: “Grave l’assenza del presidente e dell’assessore delegato durante la discussione: un segnale politico che racconta più di molte parole”.
Il segnale che arriva dal parlamentino di Tor Bella Monaca e dintorni è chiaro: anche nella roccaforte del centrodestra cresce l’insofferenza per una sicurezza che, tra promesse e annunci, continua a restare un miraggio.
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