Roma Est, impariamo a conoscerla – Parte sesta: i grandi casali contadini

Antonio Barcella - 12 Novembre 2022

In quel che rimane dell’agro romano, ormai assorbito in gran parte dai quartieri periferici della città, si trovano ancora i segni di quella civiltà contadina che si è sviluppata a partire dal medioevo.

In quel periodo storico il territorio era coperto da foreste e paludi, e le persone si stabilirono in spazi dove erano in grado di abbattere alberi, prosciugare paludi e dedicarsi all’agricoltura. Attraverso il ruolo dominante della chiesa nella vita di tutta la popolazione nacquero comunità che si raccoglievano intorno ai casali e alle abbazie dove, con il protettorato aristocratico, feudale ed ecclesiale, era possibile vivere in maniera quantomeno dignitosa per quell’epoca.

Il territorio del Tiburtino, ancora oggi, conserva alcuni manufatti che dal medioevo, dal rinascimento e da periodi successivi più moderni sono arrivati fino a noi. Abbiamo già descritto in un apposito articolo il Casale della Cervelletta, il più importante reperto storico di questo territorio. Da Colli Aniene, attraverso la passerella lignea di Via della Cervelletta (realizzata nel 2019 dalla Regione Lazio) si può raggiungere la zona monumentale costituita dalla Torre del 1200 e il Casale del 1600. Se pur stabile nelle sue strutture portanti, il casale presenta ammaloramenti diversi per l’abbandono e il vandalismo di cui è stato oggetto da oltre trent’anni. Oltre alla bella e particolare struttura del Casale e alle vicende e personaggi importanti che ne fanno meta di visita e di attenzione continua, nel Casale della Cervelletta possiamo individuare moltissime tracce di storia e cultura che hanno caratterizzato lo sviluppo.

Visite guidate vengono promosse periodicamente dalle associazioni territoriali, ma è bene avvisare che attualmente il casale e la sua torre medievale possono essere osservati solo dall’esterno perché chiuso per motivi di sicurezza. Per il resto vi rimandiamo ai due articoli già pubblicati: Storia e curiosità sul Casale della Cervelletta, Le oasi ecologiche e i grandi parchi.

Casale Bocca di Leone

Casale Bocca LeoneSituato in via Salviati e facilmente osservabile percorrendo l’autostrada A24 Roma-L’Aquila. Il suo nome deriva da una antica testa di leone in marmo utilizzata come fontana, già presente almeno dal medioevo, addossata al tratto in elevato dell’acquedotto Vergine sulla via Collatina Vecchia. L’intero complesso si compone di due parti: la prima di epoca medievale costituita dal casale vero e proprio originariamente composto di un edificio su due livelli con ampio ingresso arcuato e torre addossata. I lavori di ammodernamento rendono però di difficile lettura l’impianto originario e l’insieme e l’aspetto di un complesso abbastanza eterogeneo.

L’altra parte costruita nel 1900 da Gaetano Presutti con funzione di vaccheria, si compone di una parte centrale adibita a stanze d’abitazione e locali di servizio con addossate due ampie sale con ingresso arcuato dove venivano ospitati i capi di bestiame. Viene citato nel libro di Pasolini “Ragazzi di vita”:

“Alcuni se ne andarono diretti a casa per via Boccaleone (ndr, si tratta di via Monte Boccaleone o Buccalione posta accanto all’area di via della Martora), altri invece stettero ancora in giro: si fecero piano piano il pezzo dal fiume ai primi lotti di Tiburtino, e si fermarono per una mezzoretta davanti al Silver Cine a guardarsi i cartelloni e a farsi dispetti. Poi andarono giù, ancora, tra i cespugliacci d’oleandri della Tiburtina, fino a che arrivarono alla fermata dell’autobus, ch’era il centro delle pipinare dei ragazzini e delle cricche dei giovincelli, nel piazzale davanti al Monte del Pecoraro.”

Casale di Tor Cervara

La “mascherata” del 25 aprile 1870, in una acquarello di Carlo Pittara

Il fulcro della composizione architettonica è la torre risalente al XIII secolo costruita in blocchi irregolari di tufo con merlatura finale. La torre è posta al centro di un corpo di fabbrica allungato in asse nord sud che presenta un prospetto molto austero con semplici aperture rettangolari poste su due livelli. Attualmente il casale è in buono stato di conservazione ed è adibito a casa di cura ed è noto come Castello della quiete. Nel XIX secolo da Tor Cervara partiva una mascherata che arrivava alle mura di Roma. Vi partecipavano gli artisti, mascherati da militari, con armi di legno e lame di stagnola. Vi erano anche “ordini militari”: l’ordine del bajocco e del mezzo bajocco. Del primo si fregiava, nelle grandi occasioni, Bertel Thorvaldsen. Era organizzata dagli artisti di lingua tedesca.

Casale di Tor Sapienza (casale Boccamazzi)

Nel XIII secolo, tra la via Collatina e la via Prenestina sorse una torre quadrata in laterizio, con stipiti in travertino e merlata. Il secolo successivo, la storica famiglia Boccamazzi vi costruì il casale Bucchamatiis. Questo fu successivamente venduto all’Ospedale Santo Spirito. Il 15 agosto 1457 fu, quindi, acquistato dal cardinale Domenico Pantagati detto Capranica, che lo affidò agli studenti perugini del Collegio di San Girolamo. Questi lo rinominarono in “Sapienza nuova”. Da ciò la torre del casale fu rinominata in “Tor Sapienza”.
Durante la seconda guerra mondiale la torre fu utilizzata dall’esercito tedesco come deposito di munizioni. Al momento della ritirata il deposito di munizioni fu fatto brillare e questo causò il crollo totale dell’alta torre centrale. Questa esplosione causò inoltre l’inagibilità di numerose gallerie che si trovavano sotto ed intorno alla torre.
Alla fine degli anni novanta il nuovo proprietario della torre, sotto la supervisione dell’Accademia di belle arti, ha eseguito una profonda ristrutturazione della cinta esterna della torre riportandola al suo splendore originale. La ristrutturazione ha comportato l’eliminazione totale dei merli quadrati in cima alle mura.
Da via Francesco Paolo Michetti oggi è possibile ammirare la bellezza delle imponenti mura rivestite nella parte inferiore (parte verticale) con pezzi di pietra lavica e la parte superiore (parte inclinata) con pezzi di travertino. L’interno, ristrutturato per ospitare un locale commerciale, è realizzato in architettura moderna con copertura in vetro.

Casale della Vaccheria Nardi

Posto in via Grotta di Gregna, tra i quartieri di Colli Aniene e Tiburtino III, è attualmente adibito a biblioteca comunale. Di epoca moderna, rispetto agli edifici esaminati fino ad ora, è costituito da quattro fabbricati di dimensioni simili. Due edifici sono collegati tra loro attraverso un corpo di fabbrica di minore altezza. Sulla facciata nord dell’edificio principale, su tre livelli con pareti lisce, si trova l’iscrizione che ricorda la proprietà dei fratelli Nardi. Sono passati poco più di dieci anni dal restauro del manufatto che fu adibito a biblioteca comunale diventando in breve tempo un vero punto di riferimento per il territorio e un luogo di aggregazione. Era un freddo dicembre del 2009 quando alla presenza delle istituzioni si inaugurò la biblioteca della “Vaccheria Nardi”, che andava a sostituire quella piccolina di via Mozart. L’immobile di proprietà comunale denominato “Casale Nardi“ venne acquisito dal patrimonio del Comune di Roma nel gennaio 1999 e venne assegnato alla allora V Circoscrizione con Ordinanza del Sindaco perché “fabbricato di alto valore storico-ambientale da recuperare”.
Per il progetto fu prescelto quello dell’Architetto Zevi che prevedeva il restauro conservativo degli edifici e dello spazio esterno con l’adattamento, razionale e secondo norma, all’uso finale ad essi attribuito, cioè di ambienti idonei ad accogliere la Biblioteca Comunale di via Mozart, una grande sala per concerti e spettacoli, spazi per esposizioni, vari ambienti dedicati ad attività artistiche, un settore per la ristorazione ed un alloggio per il custode. Poi nel tempo ci sono state alcune variazioni all’uso dei locali. Attraverso un imponente lavoro furono abbattute tutte le barriere architettoniche ambientali e fu resa completamente pedonale l’area esterna alla sede per renderne fruibili tutti gli spazi. Fu edificata tra alberi secolari e un giardino di cedri, palme e bossi, su un leggero rilievo del terreno, dove sono stati rinvenuti i resti di una villa-casale di epoca romana.

Casale di Pietralata

Conosciuto anche come l’antico castello di Pietralata, insisteva di fatto sui resti di un’antica villa romana (Quilici). Derivò il nome da una famiglia che ne ebbe il possesso verso la fine del Medioevo.

Il Casale di Pietralata risale al sec. XVI ed è composto da due corpi di fabbrica a due piani, segnati da una cornice marcapiano in tufo e peperino, addossati ad una torre centrale, e da altri edifici successivi all’interno di un recinto di cui si conserva il portale monumentale.

Il Casale è pressoché abbandonato, ricoperto in buona parte da rovi ed erbacce.

Al nucleo originario cinquecentesco si addossano oggi varie costruzioni successive.

Casal de’ Pazzi

È un casale ove abitò l’omonima famiglia nel Rinascimento. Il casale è sito tra via Nomentana, viale Kant e via Zanardini nel quartiere che prende il nome da questo casale nel IV Municipio Roma. Il castello, già preesistente, a quanto pare di origine ghibellina (a notare dalla merlatura delle torri), fu abitato dalla famiglia Pazzi all’incirca dal periodo della Congiura dei Pazzi (circa dal 1475). La famiglia trasformò ed adeguò il castello, secondo le proprie esigenze ed i propri gusti sotto il pontificato di papa Sisto IV. Al XVI secolo risalgono, almeno a quanto pare a prima vista, il corpo di fabbrica e la torre sita a nord.

All’inizio del XX secolo fu intrapreso un recupero del castello con susseguente restauro. In seguito al restauro è utilizzato come edificio signorile ad uso privato. L’aspetto esterno è quello di un castello fortificato medievale-rinascimentale. Due torri, probabilmente torri di avvistamento, di altezza differente, una posta a nord, l’altra posta ad ovest, sono realizzate in tufello misto con selce. Un edificio quadrangolare a due livelli racchiude il casale dal retro formando così un cortile interno sul cui centro è sito un pozzo marmoreo su cui vi sono delle raffigurazioni di cervi e fiori. Alcuni frammenti di sculture e brandelli di opere architettoniche sono conservati all’interno del casale.

Altri casali

Altri numerosi casali di epoca moderna popolano il territorio.

Ricordiamo tra questi: Casale Gottifredi, Casali del parco di Aguzzano (Casale Alba, nella foto), Casale di San Basilio, Casale de La Vannina, Casale della Cacciarella.

Bibliografia

Dall’ecosistema ager all’ecosistema urbs: il territorio di Roma (Regione Lazio)
Wikipedia
Antonio Barcella – Corso Storia del territorio dell’Università Popolare Michele Testa

Macelleria Colasanti

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