Roma, il labirinto invisibile dei disabili tra marciapiedi impraticabili e metro off-limits

La commissione Mobilità del Campidoglio ha deciso di scendere in strada, organizzando un’audizione “esterna” per toccare con mano i problemi reali

A Roma, per chi vive con una disabilità, ogni spostamento è una piccola battaglia quotidiana. Una rampa troppo ripida, un autobus senza avvisi vocali, una stazione della metro inaccessibile: ostacoli che per molti passano inosservati, ma che per chi si muove in carrozzina o non vede bene fanno la differenza tra indipendenza e isolamento.

Per questo, entro ottobre, la commissione Mobilità del Campidoglio ha deciso di uscire dalle stanze e scendere in strada, organizzando un’audizione “esterna” per toccare con mano i problemi reali.

Marciapiedi come percorsi a ostacoli

Durante la Settimana europea della mobilità, il presidente della commissione, Giovanni Zannola, ha ascoltato associazioni e cittadini. Il racconto è stato unanime: troppi marciapiedi sono impraticabili. Rampe inesistenti o costruite male, scivoli invasi da sampietrini e tombini, auto e monopattini parcheggiati dove non dovrebbero.

Per un disabile visivo, ogni passo può diventare un rischio. Per chi si muove in carrozzina, il percorso diventa una sfida che spesso costringe a chiedere aiuto.

Metro senza ascensori, montascale inutili

Nemmeno il trasporto sotterraneo fa eccezione. Alcune stazioni centrali della linea A – Barberini, Spagna e Repubblica – restano di fatto proibite ai disabili: mancano ascensori e i montascale, pensati come alternativa, sono fragili, spesso fuori uso e inutilizzabili in autonomia.

Autobus e tram: la barriera invisibile

Il parco mezzi di Atac e Cotral è dotato di pedane, ma la realtà è diversa: se la banchina non è accessibile o se lo spazio è occupato da un’auto, salire diventa impossibile.

Per i non vedenti, poi, c’è un problema in più: sui tram e sui bus Cotral mancano gli avvisi vocali che annunciano le fermate. Nella metro C, invece, la voce c’è, ma troppo bassa per essere davvero utile.

Il rischio invisibile delle ciclabili

Le nuove piste ciclabili, orgoglio della mobilità sostenibile, diventano invece un pericolo per chi non vede: attraversano i marciapiedi in punti nevralgici, spesso vicino a fermate o cassonetti, trasformandosi in trappole inaspettate.

Una commissione “esperienziale”

Per comprendere davvero la situazione, Zannola ha annunciato la creazione di una commissione esperienziale: consiglieri e tecnici proveranno a muoversi in carrozzina o a viaggiare senza la vista. Solo così, sperimentando sulla propria pelle gli ostacoli quotidiani, sarà possibile capire fino in fondo la portata del problema.


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