*Roma: Italia nostra, Piano territoriale paesaggistico regionale tuteli città e suo centro storico

Italia Nostra ha chiesto al Presidente Nicola Zingaretti e al Mibact l`approvazione urgente di una delibera della Giunta Regionale che finalmente riconosca la concreta  tutela paesistica
Redazione - 10 Aprile 2019

Il centro storico di Roma è escluso, fin dal 2007, dalla tutela paesaggistica del Piano territoriale Regionale perché sito Unesco così come Tivoli-Villa d`Este e Villa Adriana e le Necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri. La tutela di questi siti è demandata al piano di gestione che, però, non dà normative prescrittive.

Per questo, Italia Nostra è scesa in campo chiedendo al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al Mibact l’approvazione urgente di una delibera della Giunta Regionale che finalmente riconosca la concreta  tutela paesistica. Una richiesta a oggi rimasta inascoltata.

“Oggi il Piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr) deve venire ancora adottato dal Consiglio Regionale per diventare definitivo. Sono iniziate le audizioni e quindi, anche domani, il Presidente Zingaretti in accordo col nuovo Mibact e in particolare col Soprintendente Prosperetti può decidere di rendere finalmente giustizia alla tutela del Centro storico di Roma e delle Città storica in generale”, hanno spiegato i rappresentanti di Italia Nostra durante un incontro organizzato il 9 aprile 2019 mattina.

“Sebbene l`associazione non si opponga alla decisione del Soprintendente Prosperetti di tutelare alcuni villini con un vincolo diretto specie quelli più a rischio – hanno continuano – considera il procedimento lungo e che non salva certo l`ambito del paesaggio urbano della città storica”;in particolare, la preoccupazione è quella di non veder tutelate zone come Prati, il Nomentano, Garbatella, Salario, Isola Farnese.

Per esempio, il nuovo edificio di via Ticino 3 nel quartiere Coppedè per rendersi conto di quello che accadrà se non si interviene subito. Inoltre, Italia Nostra denuncia alcune criticità presenti nel Ptpr che riguardano la tutela dei beni coperti da vincolo archeologico: “a differenza dei precedenti Ptp degli anni ’80/’90, non considera i beni archeologici tutelati da vincolo archeologico come beni paesistici. Questo comporta una difficoltà nellindividuazione degli ambiti di paesaggio e dei corrispondenti gradi di tutela e quindi la conseguente disciplina del suolo”, afferma Mirella Belvisi, vice presidente di Italia Nostra.

In pratica, preoccupa il destino di zone e beni come il Parco Archeologico di Centocelle o la Torre di Centocelle che insiste su un’area che il Ptpr omette di registrare come bene vincolato fin dal 1923.
“La salvaguardia e la valorizzazione di questi beni concorre alla corretta gestione del territorio contribuendo a limitare il consumo di suolo, l’impermeabilizzazione delle superfici ed a mitigare il rischio idrogeologico”, conclude Belvisi.


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