Costruire a Roma non sarà più solo una questione di metri cubi, ma di impatto ambientale. Il Roma Capitale prova a cambiare passo con una revisione del Regolamento Edilizio che introduce un principio chiaro: chi investe nella sostenibilità viene premiato.
Non solo obblighi, dunque, ma anche incentivi concreti per orientare il mercato verso modelli più efficienti e meno impattanti.
La proposta, già approvata dalle commissioni Ambiente e Statuto, punta a segnare una discontinuità rispetto al passato, trasformando l’edilizia in uno degli strumenti chiave per affrontare le sfide climatiche e urbane.
Standard minimi obbligatori
Alla base della riforma c’è un nuovo set di requisiti che diventeranno vincolanti per i progetti edilizi. Non più elementi opzionali, ma condizioni necessarie per costruire.
Tra i punti principali figurano sistemi per il risparmio idrico e il recupero delle acque piovane, soluzioni per favorire l’economia circolare con spazi dedicati alla raccolta differenziata e l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale.
Prevista anche l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e interventi mirati a migliorare la permeabilità dei suoli, riducendo l’effetto “isola di calore” tipico dei contesti urbani.

Incentivi per chi fa di più
Accanto agli obblighi, il cuore innovativo del provvedimento è il sistema premiale. I costruttori che adotteranno soluzioni più avanzate rispetto agli standard minimi potranno ottenere benefici tangibili.
Tra questi, un aumento fino al 5% della superficie edificabile (SUL) oppure, nei casi in cui non sia possibile ampliare la cubatura, una riduzione degli oneri di costruzione. Il meccanismo sarà regolato da una griglia di punteggi: maggiore sarà il livello di sostenibilità dell’intervento, più consistenti saranno i vantaggi economici.
I criteri tecnici per l’assegnazione dei punteggi saranno definiti con un successivo atto amministrativo, dopo il passaggio finale in Aula Giulio Cesare.
Sostenibilità come investimento
L’impostazione della riforma punta a ribaltare una narrazione diffusa: quella che vede la sostenibilità come un costo aggiuntivo. Secondo i promotori, al contrario, si tratta di un investimento capace di generare benefici nel tempo, sia per i costruttori sia per chi abiterà gli edifici.
Case più efficienti significano bollette energetiche più basse, minori costi di gestione e una maggiore attrattività sul mercato immobiliare. Un equilibrio tra vantaggio ambientale ed economico che l’amministrazione intende rendere strutturale.
Verso il via libera definitivo
Il provvedimento è ora atteso in Assemblea Capitolina per l’approvazione finale. Se il testo otterrà il via libera, Roma si doterà di uno strumento normativo orientato agli standard delle principali città europee, introducendo un nuovo modello di sviluppo urbano.
L’obiettivo è quello di trasformare il rapporto tra pubblico e privato: non più solo controlli e vincoli, ma una collaborazione attiva per guidare il settore edilizio verso una transizione sostenibile.