

La passione dei pendolari. Per percorrere i 30 km di distanza ai tempi dei romani ci voleva meno tempo
Foto tratta dal sito www.trasportipubbblici.info
La Tiburtina non è sempre stata l’oggetto delle imprecazioni dei romani e dei pendolari, come lo è oggi. Anzi, percorrere il tragitto che separa Roma da Tivoli (30 km) ai tempi di Roma antica era una piacevole e relativamente breve passeggiata. Considerando che il cavallo, al passo, va a un’andatura di 5-7 km/h, al trotto percorre dai 12 ai 55 Km all’ora, mentre al galoppo va dai 20 ai 70 Km/h nei casi degli equini più veloci, è possibile calcolare un tempo medio di percorrenza di un qualsiasi civis romanus.
Il nostro Tiberio infatti, pur non scegliendo il cavallo più veloce, pur non avendo fretta, pur non facendo correre fino allo stremo la sua bestia, nelle ore c.d. “di punta” non impiegava più minuti di un uomo contemporaneo che scelga il mezzo più veloce, abbia fretta e cerchi di sfruttare al massimo il tempo. A una media, approssimata per difetto, di 40 km/h, Tiberio e il suo cavallo partivano la mattina da Tivoli alle 7.30 e, percorrendo via Tiburtina, arrivavano a Roma alle 8.10, dopo 40 minuti di rilassante tragitto all’aria aperta. Forse avrebbe incontrato un po’ di intasamento solo all’ingresso della città, in prossimità delle porte d’accesso. Oggi il tempo dello spostamento può essere lo stesso di 2000 anni fa, se non in alcuni casi maggiore.
Partendo da Tivoli alla stessa ora, se si userà la macchina ci si bloccherà nel traffico da incubo della Tiburtina o dell’autostrada A-24, impiegando, con i nervi a fior di pelle, spesso più di un’ora per raggiungere la capitale e intossicando se stessi e l’ambiente. Stesso discorso, chiaramente, se si utilizzerà l’autobus di linea regionale Cotral, con le penalità aggiuntive delle fermate che il mezzo effettua e l’incognita di poter salire sullo stesso: la corsa è molto affollata. Un po’ meglio con scooter e moto, con le quali ci si può divincolare nel traffico. La bicicletta? Difficile, non ci sono piste dirette e i già di per sé impegnativi 30 km sarebbero un calvario, tra asfissiante smog e la poca attenzione riservata dagli automobilisti ai “ciclonauti”.
Rimane dunque la soluzione del treno, la Fm2, ferrovia metropolitana che la mattina collega le stazioni di Tivoli e Roma Tiburtina, con la frequenza di una corsa ogni mezz’ora. Perfetto. E invece no. Neanche così il pendolare della densamente abitata area tiburtina (Tivoli, Guidonia, Setteville e molti altri agglomerati) potrà raggiungere il proprio posto di lavoro in serenità e in poco tempo, così come testimoniano l’esperienza personale e dei tanti stremati utenti di quella corsa.
Il tabellone qualche giorno fa, annunciava l’ora di partenza, le 7.35 e quella di arrivo, le 8.32, per un tempo di percorrenza stimato in 57 minuti: quasi un’ora sulla carta. La realtà fattuale (e quella della mattina si esperimento) invece racconta di frequenti ritardi, che si attestano spesso intorno ai 20 minuti, fastidiose presenze di rom maleodoranti e sprovvisti di biglietto e lunghe attese alle fermate per consentire il transito di altri treni (i binari finora sono stati raddoppiati fino a Lunghezza ed entro il 2009 l’intervento dovrebbe raggiungere Guidonia). E un piccolo, indicativo regalo finale. I convogli si arrestano al binario 24, la gente corre, per recuperare parte del tempo loro rubato. Inutile: anche il binario, ovviamente, è l’ultimo, il più lontano dall’uscita della stazione e dal collegamento con la metropolitana.
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