

È la fotografia scattata dal Rapporto Caritas 2025, presentato nella sede del Vicariato
Roma brilla. Il Pil locale cresce, il lavoro aumenta, il tasso di disoccupazione cala e i grandi investimenti legati a Giubileo e Pnrr hanno trasformato quartieri e infrastrutture. Ma sotto la superficie, la Capitale rimane fragile.
È la fotografia scattata dal Rapporto Caritas 2025, presentato nella sede del Vicariato di Roma, che definisce la città “di cristallo”: luminosa e attrattiva, ma pronta a frantumarsi, come ammonisce il vicario del Papa Baldassarre Reina: “Attenzione, perché se si rompe, con il cristallo ci si taglia”.
Il quadro economico è positivo: l’occupazione nel 2024 è cresciuta dell’1,7%, la disoccupazione generale è scesa al 6%, quella giovanile quasi dimezzata dal 2021, e il reddito medio supera i 31mila euro, ben al di sopra della media nazionale.
Opere pubbliche, nuovi spazi di aggregazione e iniziative sociali hanno portato benefici tangibili.
Eppure, la luce non arriva a tutti. I numeri raccontano una realtà più complessa: il 15,8% dei romani è a rischio povertà, il 6,9% vive in gravi condizioni abitative, il 3,2% sperimenta deprivazione materiale e sociale, e l’8,5% sono lavoratori poveri.
La povertà assoluta colpisce il 7% delle famiglie, con un aumento legato all’aumento dei costi abitativi e al calo del potere d’acquisto.
Il tema abitativo è al centro della riflessione di Caritas. Sono 16.346 le famiglie in attesa di un alloggio pubblico, oltre 7mila da più di dieci anni, e nel 2025 sono state emesse oltre 5.000 ordinanze di sfratto, per lo più per morosità incolpevole.
I senza dimora censiti nell’area metropolitana superano i 20mila, e tra i 70mila studenti universitari fuori sede solo 2.439 trovano un alloggio pubblico.
Il sindaco Roberto Gualtieri sottolinea l’emergenza: “Stiamo reperendo mille nuovi alloggi, ma anche raggiungendo i 1.500 previsti non colmeremmo il gap di 20mila unità. Servono risorse dallo Stato e dall’Europa, nuove tensostrutture per i senza dimora e scorrere le liste d’attesa per minori, disabili e anziani”.
Altro fronte critico è il gioco d’azzardo, definito “non gioco” da Caritas. Nel 2024, nella Capitale sono stati spesi 8,3 miliardi di euro, quasi 600 milioni in più rispetto all’anno precedente.
“Dietro questa cifra c’è una vera emergenza sociale ed economica: ricchezza sottratta all’economia reale, danni sociali e sanitari enormi”, sottolinea Caritas.
I centri di ascolto registrano nuovi ingressi: nel 2024, il 30,7% delle persone accolte si è rivolto a Caritas per la prima volta, mentre il 34% riceve assistenza da oltre dieci anni.
Nelle mense sociali le presenze sono aumentate a quasi 12.300 persone, con un 77% di stranieri. Tra questi, la comunità peruviana è la più numerosa, con un incremento del 1.240% negli ultimi dieci anni.
Giovani tra i 26 e i 55 anni, molti dei quali senza lavoro regolare e con condizioni abitative precarie, testimoniano le fragilità di un tessuto sociale sempre più complesso.
L’assessore capitolino alle Politiche abitative Tobia Zevi annuncia misure concrete: “Abbiamo avviato la procedura per selezionare esperti per l’Osservatorio sull’Abitare a Roma. Le candidature sono aperte fino al 25 novembre. Serve una rete istituzionale forte per affrontare l’emergenza abitativa”.
L’assessore regionale al Sociale Massimiliano Maselli evidenzia: “Il quadro economico migliora, ma povertà, precarietà abitativa e lavoro instabile restano. Il piano regionale di contrasto alla povertà prevede 139 milioni di euro per il triennio 2024-26, ma occorre molto di più”.
Roma brilla, ma sotto la vetrina il cristallo è fragile. Tra sfratti, senza dimora, nuovi poveri e comunità migranti in difficoltà, il rapporto Caritas 2025 lancia un messaggio chiaro: la crescita economica non basta, servono politiche sociali forti, concrete e immediate per non lasciare indietro chi è più vulnerabile.
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