

110 opere di maestri-artisti che al Vittoriano raccontano la storia dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Prosegue al Complesso del Vittoriano fino al 21 novembre ‘Romaccademia. Un secolo d’arte da Sartorio a Scialoja’, una mostra che racconta, attraverso le tappe fondamentali, la grande e gloriosa storia dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
Il percorso espositivo si basa su 110 opere di una cinquantina di artisti, come Sartorio, Cambellotti, Guttuso, Maccari, Fazzini, Monachesi, Montanarini, Mafai, Ceroli e Scialoja, che hanno insegnato in Accademia e hanno lasciato traccia della loro arte.
L’esposizione, che comprende progetti decorativi, acquerelli, disegni, incisioni e sculture, provenienti da musei, collezioni private e da eredi di artisti, si divide in tre sezioni: 1) 1874-1936 – ‘Dallo storicismo alle correnti del Novecento’, a cura di Anna Maria Damigella; 2) 1934-1975 c. – ‘La linea figurativa’, a cura di Tiziana D’Acchille; 3) 1945-1975 – ‘Astrattismo, realismo e dintorni’, a cura di Gabriele Simongini.
La forza dell’Accademia nel tempo è sempre “quella trasmissione ininterrotta di esperienze che – scrive nel suo saggio in catalogo lo storico dell’arte, Gabriele Simongini – trova il suo emblema anche nei tanti studenti che poi sono diventati docenti nello stesso istituto nonché artisti significativi (da Mario Mafai a Marcello Avenali e Lorenzo Guerrini, solo per ricordarne tre). Come ha notato Alfred Kroeber, uno dei fondatori dell’antropologia culturale: ‘una caratteristica generale della cultura è la sua apertura, la sua ricettività: la cultura dell’oggi è sempre in gran parte ricevuta dallo ieri. Questo è quel che significa tradizione o trasmissione, è il passaggio, la consegna, da una generazione all’altra’. Ancora e tanto più oggi le Accademie di Belle Arti rappresentano questo valore di continuità in contrapposizione ad una ‘cultura’ del nuovo ad ogni costo fondata sulla scissione tra l’operare dell’artista e il sapere accumulato da secoli di storia dell’arte”.
Permane, quindi, nel tempo per l’Accademia delle Belle Arti di Roma il ruolo di fulcro del fluire culturale. “Oggi – spiega Gerardo Lo Russo, direttore dell’Accademia – esiste un ventaglio di potenzialità, che se ben sperimentate diventano un bagaglio di esperienze costitutive per esprimere le attitudini e le capacità espressive a qualsiasi livello. Se poi si considera che il mondo parla sempre di più con le immagini, piuttosto che con i ‘segni’ letterari, tanto per fare un esempio, non si può non riconoscere che l’Accademia è il luogo deputato per eccellenza a svolgere la didattica della comunicazione visiva”.
E’ possibile visitare la mostra dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 -23.30; domenica 9.30 -20.30. Ingresso gratuito.
Per informazioni: tel. 06/6780664.
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