Rudi Wach, l’arte di ricercare l’anima umana

Ai Mercati di Traiano con "La porta delle mani". La mostra dell'artista austriaco chiuderà il 14 settembre
di Simone Sperduto - 26 Agosto 2014

I Mercati di Traiano ospiteranno ancora per poche settimane le opere dell’artista austriaco Rudi Wach. La mostra, inaugurata a fine giugno, chiuderà infatti i battenti il 14 settembre. Voluta dal Forum Austriaco di Cultura Roma, l’esposizione prende il nome dall’opera inedita di Wach “La porta delle mani”. Qui l’antico incontra il contemporaneo in un suggestivo richiamo a temi ricorrenti nell’arte dello scultore, classe 1934, formatosi dapprima nel Tirolo e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera.

E’ l’animo umano ad emergere tanto dai suoi disegni che dalle sue sculture; un animo che è in stretta relazione con le origini più profonde ed ancestrali dell’uomo. Quell’uomo che tenta di elevarsi verso una luce che viene da dentro, verso la vera essenza dello spirito. Una ricerca artistica ambiziosa che porta Wach a trasmettere qualcosa della sua stessa anima allo spettatore per farlo riflettere. Una scintilla di luce che traspare dai suoi gruppi scultorei in bronzo ed oro che entrano in perfetta sintonia con lo spazio circostante, quasi ad invitare i visitatori ad avvicinarsi per carpire quel qualcosa in più che va oltre una forma resa impalpabile ma al contempo pulsante di significati.

Una forma che è frutto del mito e della filosofia, di una visione del vissuto quotidiano che affonda le sue radici profonde nel passato. Un mix perfetto che porta le opere di Wach ad amalgamarsi con la location romana dei Mercati di Traiano unendo il gusto per l’antico, per il mitologico, alla necessità di una rinnovata ricerca spirituale che è prettamente contemporanea. Così la trasposizione dell’immaterialità del disegno nella scultura si lega alla volontà di dare sostanza e quindi maggior consistenza alla ricerca dell’animo umano.

Elemento ricorrente della mostra , che raccoglie opere realizzate nell’ultimo decennio, è il rapporto tra l’uomo e la natura dove l’uomo viene rappresentato da parti del corpo come mani e piedi. “La mano foglia”, “La mano del falco” e “Il piede del Sole” illustrano in modo esaustivo il connubio profondo tra l’essere umano e le forze della natura. Il ritorno alle origini ancestrali, mitologiche e animalesche ha invece un sublime riscontro in opere come “La danza della bestia” e “Il grido”.

Ma il gruppo scultoreo per eccellenza dell’intera mostra è senza dubbio “La porta delle mani”. Si tratta di un’ opera inedita, realizzata in bronzo-oro, che da il nome all’esposizione. Qui la disposizione simmetrica delle due mani, che formano una sorta di arco di ingresso, sembra voler indicare l’inizio di un percorso in grado di condurre alla ricerca di quella illuminazione spirituale più volte evocata da Rudi Wach nei suoi lavori precedenti. Si può quindi intravedere un’unione di forme e di intenti, in una scultura emblematica del pensiero di un artista che è in grado di regalare a ciascuno di noi degli spunti soggettivi nonché delle emozioni davvero uniche.

Info polo museale. Aperto da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00 (chiuso il lunedì)
Biglietto intero 9,50 euro; ridotto 7,50. Per i residenti nel territorio di Roma Capitale, sconto di 1 euro sia sul biglietto intero che sul ridotto.


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