

Intanto l’ateneo ha fatto sapere che la facoltà di Scienze politiche, occupata dal 30 settembre, è stata liberata
Ingresso sbarrato, bandiere palestinesi e pneumatici dati alle fiamme. Così all’alba si è svegliata la Città universitaria della Sapienza, dove gli attivisti di Cambiare Rotta hanno bloccato gli accessi annunciando: “Qui non entra nessuno”.
La giornata di sciopero nazionale per Gaza, indetta nelle scuole e nelle università, è iniziata con presidi, picchetti e cortei in tutta Roma.
Davanti alla Sapienza, oltre ai blocchi a piazzale Aldo Moro, sono stati chiusi gli ingressi della facoltà di Scienze politiche a Roma Tre e di Villa Mirafiori, dove ieri pomeriggio alcuni studenti erano saliti sul tetto in segno di protesta.
Intanto l’ateneo ha fatto sapere che la facoltà di Scienze politiche, occupata dal 30 settembre, è stata liberata: oggi iniziano le operazioni di sanificazione, mentre le lezioni riprenderanno regolarmente lunedì 6 ottobre.
Non solo università. Dalla prima mattina i collettivi studenteschi hanno presidiato gli ingressi dei licei, per poi convergere verso piazzale Aldo Moro e piazza dei Cinquecento.

Striscioni e fumogeni al Mamiani, al Ripetta e al Visconti; appuntamenti in piazza Annibaliano per gli istituti del II Municipio, mentre a Roma est i ragazzi del Benedetto da Norcia hanno trovato anche la partecipazione dei docenti, con uno striscione inequivocabile: “La scuola non tace, stop genocidio a Gaza”.
La protesta però non è stata priva di tensioni. Il collettivo 20 novembre del liceo Plinio Seniore denuncia due episodi di violenza durante i picchetti: una studentessa presa a schiaffi e strattonata fino a strapparle una ciocca di capelli, un’altra spinta a terra davanti alla succursale.
Intanto la città si è trasformata in un mosaico di cortei e blocchi. La viabilità è andata in tilt tra Porta Pia e la Nomentana, dove un gruppo di studenti ha manifestato sotto il ministero dei Trasporti. Altri cortei si sono mossi lungo la Prenestina, in piazza Sempione e perfino al Colosseo, paralizzando il traffico.
Una mobilitazione che, come annunciato dagli attivisti, ha l’obiettivo di “bloccare tutto”. E che oggi ha messo Roma davanti a una protesta diffusa, visibile e destinata a far discutere.
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