

Esposizione presso il locale Vucciria in via Cipro 61 fino al 3 maggio 2008
“Da circa un anno giro con il mio taccuino per il quartiere Aurelio soffermandomi a dipingere scorci caratteristici della zona che tanto ricordano il quartiere della mia infanzia”.
Inizia così il racconto della grande passione per il dipinto e i colori di Roma di Filippo Novelli, nato a Monteverde ma che ora vive da circa due anni nei pressi dell’Eur.
Filippo Novelli, un Ingegnere di 39 anni, lavora presso una società romana di costruzioni, con sede nel quartiere Aurelio, un diploma di Maestro d’arte ed una lunga esperienza e ricerca nella pittura.
La sua ultima esposizione, inaugurata il 7 aprile, è presso una galleria nel quartiere Aurelio e sarà visitabile fino al 3 maggio – “Ho scoperto una simpatica galleria che è anche enoteca, il ‘Vucciria’ in via Cipro 61 di fronte alla Metro, in una strada importante per il quartiere e soprattutto a due passi da San Pietro – ci racconta Filippo Novelli – Appena sono entrato nella galleria ho trovato una piccola isola felice ed accogliente, credo che molti abbiano avuto questa sensazione di tranquillità entrandoci. Le opere sono esposte sulle mura e su pannelli appositi lungo le vetrine per consentire anche ai passanti di apprezzare la mostra che, ho deciso di chiamarla “Vucciria” poiché il ‘filo rosso’ dell’esposizione è proprio lei, la vetrina della galleria con i suoi i riflessi e la gente che passeggia e che diviene così, metafora della vita e del quotidiano.”
Dipingendo fin da giovanissimo Filippo Novelli ha attraversato diversi periodi; dapprima surrealista; successivamente realista, fino a tendere verso un realismo pieno di simbolismo.
Attualmente lo stile delle sue opere è divenuto quasi intimista, pascoliano con l’intento di toccare le corde dell’anima dello spettatore che osserva.
“Nel contempo sono preso sempre di più dalla ricerca, da uno stile fondato sulla teoria della fluido dinamica – continua Filippo – la mia pittura si ispira alla tradizione artistica italiana: al linearismo di Modigliani, al surrealismo e alla metafisica di De Chirico, alla esaltazione della velocità e del movimento del futurista Boccioni. La definisco teoria della fluido dinamica poiché vi è lo sprigionarsi di linee di forza dai corpi, la creazione di traiettorie e di eco variopinti nello spazio.”
“Inoltre – aggiunge Filippo Novelli – dal punto di vista sociale, ritengo uno scopo primario porre l’arte assieme alla scienza come base dell’innovazione, in un nuovo rinascimento tech-noetico e sincretico che, si sta muovendo dal laboratorio artistico ad un laboratorio scientifico.
Credo che oggi bisogna realizzare il passaggio ad un’arte poieutica, ovvero di ricerca, di esplorazione, di creazione.”
Tutti questi grandi artisti hanno ispirato Filippo Novelli nella sua realizzazione di opere che ritraggono il quartiere dove vive, come lui stesso scrive nell’introduzione alla mostra, descrivendo questa atmosfera “Attraverso la Valle Aurelia e ai miei lati scorgo palazzi arroccati che sembrano i bastioni di un castello.
Le strade si inerpicano sui colli e io cammino nel sole. Dai viottoli, tra i balconi appaiono improvvisi gli scorci di San Pietro; e ancora case incastonate tra il verde come gemme preziose.
Mi affascina l’alternanza dei pini e dei villini con i loro terrazzamenti del colore dell’ambra.“
Questi paesaggi e particolari vengono realizzati dal vivo sul suo taccuino, con l’acquarello e i pastelli per poter fissare da subito le atmosfere.
In studio, invece Filippo utilizza le tempere acriliche e l’olio fino agli innesti di computer grafica grazie alla quale rielabora e studia gli accostamenti cromatici per produrre stampe.
“I colori sono un elemento fondamentale – come sottolinea Filippo – il mio stupore e la mia emozione per certi paesaggi è data dagli accostamenti di verde, arancio e ambra che solo i quartieri romani sanno trasmettere. Se il segno parte dalla mia mente, il colore nasce dal sentimento. La mia meta è creare atmosfere eteree con il solo apporto del colore, indagando le tonalità dell’ocra e del turchese.”
La mostra “Vucciria” è ispirata anche dalla tradizione siciliana che Filippo vive ogni volta che entra nella galleria – “Entro nell’enoteca e subito la mia immaginazione vola ai mercati siciliani del pescato, alle rosate scogliere che si stagliano sullo sfondo del cielo terso, alle saline e al suo mulino che in loro si specchia. Vola alle infinite siepi di fichi d’india a picco sul mare, che animate dalla brezza del mattino ondeggiano come a salutare il vascello che torna dalla pesca.
Gioco con la risacca sulla spiaggia che mi dona le stelle marine, come il sapore di quel vino che mi rimanda agli assolati uliveti tra cui riverbera l’antico tempio.
E la ragazza mi viene incontro nella sua posa inconsapevole che rimanda al dipinto di Manet … e tutto è vivo … tutto è ritorno … tutto è casa.”
Per maggiori informazioni sulla mostra:
Il Vucciria si trova in via Cipro 61, quartiere Aurelio.
L’esposizione si tiene dal 7 aprile al 3 maggio 2008.
Il locale è aperto tutti i giorni tranne che il lunedì. Nel week-end non apre la mattina.
Per informazioni sul saggio di introduzione alla mostra e sulla biografia di Filippo Novelli:
Sito web www.filipponovelli.eu
Introduzione alla mostra “Vucciria” di Filippo Novelli
“Attraverso la Valle Aurelia e ai miei lati scorgo palazzi arroccati che sembrano i bastioni di un castello. Le strade si inerpicano sui colli ed io cammino nel sole. Dai viottoli, tra i balconi appaiono improvvisi gli scorci di San Pietro; e ancora case incastonate tra il verde come gemme preziose.
Mi affascina l’alternanza dei pini e dei villini con i loro terrazzamenti del colore dell’ambra.
Ancora è forte il ricordo della veduta che ebbi da quella terrazza; la magnificenza di Trinità dei Monti in un mosaico di scintillanti finestre, palme e tegole bagnate dalla rugiada del mattino.
Sopra di me l’azzurro del cielo striato da bianchissime nuvole che lo trovi solo a Roma; questo mi ripetevo scendendo dal treno ad ogni mio ritorno. Ed ogni volta che ripartivo era una promessa.
Ho negli occhi Il rosso dei mattoni che si alterna ai bianchissimi marmi del Foro o dell’EUR, quando passeggiavo per viale Europa.
All’ombra dei filari di oleandro e di aranci cammino con lo sguardo verso l’alto catturato dalla scia di ghiaccio dell’aereo che sfreccia altissimo, mentre cerco di evitare quel ragazzo. Lui si specchia nella vetrina del Vucciria mentre lungo le sue gambe si attorciglia il guinzaglio del cucciolo che gioca con la bambina.
Entro nell’enoteca e subito la mia immaginazione vola ai mercati siciliani del pescato, alle rosate scogliere che si stagliano sullo sfondo del cielo terso, alle saline e al suo mulino che in loro si specchia.
Vola alle infinite siepi di fichi d’india a picco sul mare, che animate dalla brezza del mattino ondeggiano come a salutare il vascello che torna dalla pesca.
Gioco con la risacca sulla spiaggia che mi dona le stelle marine, come il sapore di quel vino che mi rimanda agli assolati uliveti tra cui riverbera l’antico tempio.
E la ragazza mi viene incontro nella sua posa inconsapevole che rimanda al dipinto di Manet … e tutto è vivo … tutto è ritorno … tutto è casa.”
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