

Queste "foreste tascabili" trasformeranno i cortili in laboratori didattici a cielo aperto, dove gli alunni potranno osservare da vicino il ciclo della natura e la rinascita della biodiversità urbana
Non è solo un’operazione di restyling, ma un investimento sulla salute delle nuove generazioni. Il progetto, nato nel 2022 e ora in piena fase operativa, vede come protagonista la Scuola Leopardi, dove sono attualmente in corso i lavori per la realizzazione dei sistemi di irrigazione.
Senza acqua non c’è vita, e il I Municipio ha voluto garantire che le nuove essenze abbiano il supporto necessario per attecchire e crescere rigogliose.
L’impresa incaricata dalla Regione Lazio ha iniziato la messa a dimora di 63 nuovi alberi, scelti non a caso ma per la loro capacità di adattamento e di assorbimento degli inquinanti.
La nuova “popolazione” verde sarà così composta:
3 Cedri del Libano (Cedrus Deodara), imponenti e maestosi;
30 Cipressi comuni (Cupressus Sempervirens), simboli del paesaggio mediterraneo;
20 Pini (divisi tra d’Aleppo e Marittimi) per restituire a Roma il suo profilo classico;
10 Querce farnie (Quercus Robur), le regine della biodiversità.
L’intervento non si fermerà alla Leopardi: le attività sono già in corso per coinvolgere anche il Nido Comunale i “Coccetti” e il Giardino Pertica in via Galvani, portando il verde fin nei primi spazi vissuti dai più piccoli.
La vera novità del 2026 risiede però nella flessibilità del piano. Il posizionamento degli alberi è stato appositamente rivisto per fare spazio alle Tiny Forest: piccoli ecosistemi boschivi ad altissima densità, capaci di crescere molto più velocemente di un bosco tradizionale.
Queste “foreste tascabili” trasformeranno i cortili in laboratori didattici a cielo aperto, dove gli alunni potranno osservare da vicino il ciclo della natura e la rinascita della biodiversità urbana.
«Garantire la corretta crescita di queste piante è un passaggio fondamentale», ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Stefano Marin. «Con il Progetto Ossigeno vogliamo restituire spazi più vivibili e salubri ai nostri studenti. Investire nel verde scolastico non è solo un atto ecologico, ma significa investire nel futuro della nostra comunità e nella lotta al cambiamento climatico».
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