

La risposta arriva con un nuovo regolamento approvato dalla Giunta, che introduce un sistema di reclutamento completamente rivisto per le supplenze
A Roma trovare un supplente per scuole dell’infanzia e nidi comunali sta diventando sempre più difficile. Le graduatorie si svuotano, mentre molti insegnanti preferiscono i percorsi statali, lasciando scoperti centinaia di posti. Un equilibrio sempre più fragile che coinvolge oltre 500 strutture educative capitoline e che costringe il Campidoglio a correre ai ripari.
La risposta arriva con un nuovo regolamento approvato dalla Giunta, che introduce un sistema di reclutamento completamente rivisto per le supplenze. La novità più rilevante riguarda l’apertura, seppur limitata, agli studenti universitari.
Per le scuole dell’infanzia nasceranno infatti le Graduatorie Capitoline per le Supplenze, articolate in due livelli: il primo riservato ai docenti già abilitati, il secondo agli iscritti al corso di Scienze della Formazione Primaria, a partire dal terzo anno e con almeno 150 crediti formativi acquisiti.
Per questi ultimi l’impiego sarà circoscritto: potranno essere chiamati solo per incarichi temporanei e soltanto dopo aver esaurito i nominativi della fascia principale. Una soluzione pensata per tamponare le emergenze senza sostituire il personale qualificato.
Parallelamente, il Comune mette fine al sistema delle MAD, le candidature spontanee inviate via email che negli ultimi anni avevano rappresentato uno strumento informale per coprire le assenze. Al loro posto entrano in vigore graduatorie ufficiali con validità di due anni, aggiornabili periodicamente, in linea con quanto già avviene nel comparto statale.
Per quanto riguarda i nidi, il quadro resta più stabile. L’amministrazione continuerà a utilizzare la graduatoria del concorso 2018 almeno fino al 2027, in attesa di un possibile via libera governativo per una proroga.
Solo successivamente si valuterà l’estensione del nuovo modello anche a questo segmento, dove però non è prevista l’apertura agli studenti, vista la maggiore specificità dei requisiti richiesti.
Non si placa però il malcontento dei sindacati. Diverse sigle, tra cui l’USB, denunciano organici ridotti al minimo e carichi di lavoro sempre più pesanti.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, le nuove regole sulle supplenze rischiano di essere solo una risposta parziale a un problema strutturale che richiederebbe invece un piano di assunzioni stabile per i circa 6.500 operatori del sistema educativo capitolino.
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