

Riflessione ai margini di un evento non riuscito
Se Parigi val bene una messa, Tor Sapienza può ben valere almeno una corsa podistica (specialmente ora che il quartiere, dopo i noti fatti, è all’attenzione dei media) avranno pensato sia l’organizzatore che gli enti patrocinatori della Mezza Roma Run (del cui svolgimento parliamo in un articolo a parte).
Organizzatore dell’evento è stato l’ASGS (Associazione Sportiva Guida Sicura) “impegnata nella battaglia contro le stragi degli incidenti stradali, alla promozione della educazione alla guida in sicurezza, alla promozione dello Sport, da sempre un ottimo strumento per insegnare il rispetto delle regole e della legalità, anche come mezzo aggregativo, che insegna a condividere gli spazi, il tempo, la fatica la felicità, la delusione…”. Enti patrocinatori sono stati, in primis l’Assessorato comunale alla qualità della vita, sport e benessere che con il Dipartimento Sport e Qualità della Vita “si occupa di diffondere la pratica, la gestione e lo sviluppo dell’attività sportiva considerando le stesse attività elementi qualificanti della vita sociale” e poi l’assessorato allo sport del V municipio.
La gara era stata propagandata in pompa magna con una conferenza stampa presieduta l’11 dicembre da Giammarco Palmieri Presidente del V Municipio, Paolo Masini Assessore Capitolino allo Sviluppo delle Periferie, Cesare Marinucci Assessore allo sport del V municipio, Fabio Lucidi Direttore del Servizio Psicologia dello Sport dell’Università la Sapienza di Roma e Massimiliano Zanetti organizzatore della manifestazione sportiva e presidente dell’A.S.G.S, presenti rappresentanti di quartiere. Nei brevi interventi delle Autorità in modo diverso ma con un unico indirizzo era stato ribadita l’importanza dell’appuntamento sportivo organizzato in periferia perché è stato affermato che “l’eco della manifestazione coinvolgerà il mondo sportivo della Capitale”. L’organizzatore M. Zanetti l’aveva così descritta: “una mezza maratona per l’integrazione che si propone di sensibilizzare la convivenza tra i popoli delle periferie della capitale regalando una giornata di festa e sport in zone dove di rado si svolgono manifestazioni sportive”. E ancora: “La scelta di via Giorgio Morandi e di Tor Sapienza in particolare ci è sembrata assolutamente opportuna”.
Le cose invece, al di là delle buone intenzioni, sono invece andate diversamente. E l’evento sportivo, è stato pregiudicato a causa della non conoscenza delle dinamiche del traffico cittadino. Interpellando le persone del luogo, le stesse avrebbero sconsigliato di tenere, di domenica per giunta, bloccata la nevralgica via Prenestina e contemporaneamente via De Chirico, via di Tor Tre Teste e via Tobagi per una gara lunga 21 km.
Nonostante lo schieramento notevole di vigili, polizia, carabinieri e volontari della protezione civile ed altri in aggiunta, si è stati costretti a tagliare di 3 km la mezza maratona e quella che doveva essere una giornata di sport si è trasformata in una giornata in cui si è alzata forte la protesta degli automobilisti, in entrata e in uscita, bloccati lungo la via Prenestina e in cui non si è potuto assegnare ai vincitori assoluti e di categoria i titoli di campioni provinciali FIDAL.
Tor Sapienza, le cui strade erano pressoché deserte, ha visto transitare gli atleti solo una volta in viale De Chirico e in viale Morandi, e non le due volte previste. Il coinvolgimento e la partecipazione degli abitanti all’evento, del tutto improvvisato e frettoloso, è stata vicina allo zero.
Inoltre si sono verificati disguidi organizzativi in largo Cevasco dove è stata vanificata la prevista campagna di conferimento di rifiuti “Il tuo quartiere non è una discarica”. Infatti era irraggiungibile dalle auto, perché lì nei pressi era posto la partenza e l’arrivo della corsa. Colpa dell’Ama? del Comune o del Municipio? Un po’ di tutti, perché negli uffici pubblici la mano destra non sa quasi mai cosa fa la mano sinistra.
Abbiamo notato inoltre che neanche in questa giornata, in cui si dovevano trasmettere segnali di attenzione verso i quartieri periferici, si è riusciti da parte dell’Ama a dare una ripulita ai debordanti cassonetti, alle potature abbandonate ai bordi e lungo le strade interessate dalla corsa, di cui forniamo un piccola galleria, per non parlare di una minidiscarica sui cui nessuno interviene in via di Tor Tre Teste, dove, per la comodità degli “zozzoni” è stato addirittura aperto il cancello.
In conclusione il nostro invito è ad essere seri, quindi, senza cavalcare onde mediatiche, facciamo funzionare i servizi ordinari di pulizia, la manutenzione ordinaria delle strade e delle caditoie (se si controllano quelle di viale De Chirico, si noterà che sono tutte tappate) e ricordiamoci che le periferie hanno problemi seri che non possono essere esorcizzati da una corsa o da un evento estemporaneo, salvo poi disinteressarsene per il resto dell’anno.
Infine il Comune e il municipio conoscono davvero quante e quali associazioni sportive e culturali operano nel suo territorio? La sensazione netta è che ne abbiano una conoscenza molto sommaria. Infatti non è mai stato fatto un censimento degno di questo nome. E quindi come si può governare o amministrare senza conoscere?
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…come al solito!
Tutto “calato dall’ alto”, incapacità, goffaggine, miopia e arretratezza dei politici che, nonostante i ripetuti inviti a cogliere il contributo “dal basso”, si limitano a farne propaganda.
“……Infine il Comune e il municipio conoscono davvero quante e quali associazioni sportive e culturali operano nel suo territorio? La sensazione netta è che ne abbiano una conoscenza molto sommaria. Infatti non è mai stato fatto un censimento degno di questo nome. E quindi come si può governare o amministrare senza conoscere?”