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Sfregio a Casal Brunori, svastiche e simboli nazisti sulla pensilina bus appena rinnovata

Indignazione tra i residenti per il doppio danno ai beni pubblici. Nota congiunta di condanna da parte di tutte le forze di centrosinistra del Municipio

Uno spazio pubblico restituito al decoro urbano da pochissimi giorni e subito trasformato nel bersaglio di un raid vandalico dal forte e violento contenuto ideologico.

È accaduto durante l’ultimo fine settimana a Casal Brunori, quartiere residenziale nel quadrante sud della Capitale, dove ignoti hanno profanato la fermata dell’autobus di via Egidio Garra coprendola con svastiche, croci celtiche e scritte inneggianti all’estrema destra.

La scoperta è avvenuta all’alba di ieri da parte dei primi pendolari scesi in strada per attendere i mezzi pubblici. L’episodio ha sollevato un’ondata di immediata indignazione in tutta la comunità locale: la pensilina, infatti, era stata appena inserita e completata nel piano di ammodernamento degli arredi urbani della zona, motivo per cui il gesto è stato vissuto come un vero e proprio insulto al patrimonio comune e ai cittadini.

La condanna della politica: «Non è una semplice bravata»

La reazione del territorio è stata corale e senza tentennamenti. Nel giro di poche ore, tutte le forze politiche di maggioranza e progressiste del Municipio hanno sottoscritto e diffuso una durissima nota congiunta di condanna.

Tra i firmatari del documento figurano gli esponenti locali di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Europa Verde, Lista Civica Gualtieri e Laboratorio Civico.

Per i rappresentanti delle istituzioni di prossimità, non si può in alcun modo liquidare l’accaduto come un banale atto di teppismo giovanile:

«I simboli e i messaggi apparsi sulla struttura richiamano direttamente le pagine più buie e dolorose del Novecento si legge nella nota –. Sono slogan incompatibili con i principi democratici e antifascisti della nostra città e con lo spirito di inclusione che da sempre caratterizza Casal Brunori. Non è solo un danno economico, ma un attacco ai valori della convivenza civile».

Cancellazione lampo: la mobilitazione di Atac e Comitato

Accanto alla politica, a farsi sentire sono state le associazioni di zona e lo storico Comitato di Quartiere, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine e gli uffici comunali per chiedere una bonifica istantanea dello scalo bus.

La macchina del ripristino si è mossa a tempo di record. Grazie al coordinamento logistico di Atac e all’intervento degli operai della società concessionaria degli impianti pubblicitari di Roma Capitale, i vetri e i montanti in metallo della fermata sono stati completamente ripuliti con solventi speciali nel corso del pomeriggio, rimuovendo ogni traccia di vernice.

La pensilina è tornata pulita e fruibile, ma nel quadrante di Roma Sud resta l’amarezza per un episodio che dimostra come la difesa del bene comune non debba passare solo attraverso la manutenzione contro il degrado, ma anche attraverso una vigilanza culturale e democratica contro i messaggi d’odio.

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