Sgomberato insediamento rom di via Val D’Ala

Associazione 21 luglio: «Occasione persa. Comune di Roma incapace di comprendere e gestire la questione degli insediamenti informali»
Redazione - 15 Luglio 2015

Ieri mattina, 14 luglio 2015, i Vigili hanno sgomberato un insediamento in via Val D’Ala, nel Parco delle Valli, zona Prati Fiscali. Allontanate 30 persone.

Nel Parco delle Valli, riserva naturale della Valle dell’Aniene, lungo la ferrovia Roma Viterbo e il fiume, i Vigili stanno controllando l’area per procedere ad operazioni di sgombero di diversi insediamenti abusivi, abitati da persone di etnia rom, nascosti nella folta vegetazione: sono stati contati un totale di 37 baracche, complete di attrezzature per cucinare, bracieri e vettovaglie.

ValDAlaSgombero1“All’operazione hanno partecipato, – si legge in un comunicato della Polizia di Roma Capitale – oltre agli uomini dei gruppo SPE (Sicurezza Pubblica Emergenziale) e del Gruppo Nomentano, anche personale diRoma Natura, Ente Regionale per la Gestione del Sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma. Sul posto era presente anche personale del gabinetto del Sindaco. Personale Ama si sta occupando della distruzione delle baracche e delle tende: il tutto verrà convogliato alle discariche. Le persone trovate sul posto, rumeni di etnia rom, erano circa 30 con 6 minori, che sono stati identificati e allontanati.”

ValDalaSgomberoContro le modalità dello sgombero forzoso si è espressa l’Associazione 21 luglio. In un suo comunitato del 14 luglio dichiara che “nei mesi scorsi, in seguito alle notizie sull’imminenza dello sgombero a Val d’Ala, era stato avviato con la segreteria dell’Assessorato alle Politiche Sociali un positivo tavolo di consultazioni che avrebbe dovuto portare all’individuazione di soluzioni alternative percorribili ed efficaci, con il coinvolgimento delle singole famiglie. Il tavolo e il dialogo intrapreso avevano di fatto scongiurato lo sgombero forzato. Il caso Val d’Ala sarebbe diventato così il modello, per l’Amministrazione, per dare una sterzata rispetto alla politica degli sgomberi forzati (questo è il 59esimo realizzato nel 2015, a fronte dei 34 nell’intero anno precedente) e affrontare la questione degli insediamenti informali nella Capitale ascoltando le richieste sia degli abitanti del quartiere che delle comunità rom direttamente coinvolte. Proprio oggi (ieri per chi legge n.d.r.) ci sarebbe dovuto essere un nuovo incontro tra una delegazione dell’Associazione 21 luglio, i rom di Val d’Ala e la segreteria dell’Assessore Francesca Danese per proseguire il positivo dialogo sulla questione. Lo sgombero forzato odierno, invece, manda in frantumi quella che poteva essere una preziosa occasione per offrire un segnale di rottura, nella Capitale, rispetto alle politiche fallimentari degli ultimi decenni.”

I quesiti arrivano anche dal consigliere del III municipio, Francesco Filini, di Fratelli d’Italia: “Come annunciato la scorsa settimana dal Prefetto Gabrielli l’insediamento abusivo di via Val d’Ala nel Parco delle Valli è stato finalmente sgomberato, e come avevamo previsto le numerose famiglie presenti con tanto di minori (anche in fasce)hanno rifiutato le soluzioni di emergenza alloggiativa proposte dai servizi sociali di Roma Capitale. Torneranno in Municipio a dormire come successo già un anno fa? Quanto tempo passerà prima che vengano riedificate le baracche nel Parco? Chi controllerà? Perché viene permesso a chi non ha soluzioni alloggiative regolari di vagare in giro per la città con dei minori? Perché i minori non vengono tutelati? Perché quando una famiglia qualsiasi  viene sgomberata dalla propria abitazione se i genitori non possono garantire un tetto ai figli questi vengono coattamente spediti in strutture d’accoglienza come case famiglia, mentre questa procedura non viene applicata ai nomadi? Queste sono solo alcune domande alle quali il Sindaco e il Presidente del Muncipio dovrebbero dare risposta.”

Contro le affermazioni delle opposizioni interviene il Presidente del Municipio III Paolo Emilio Marchionne: “il tema ‘nomadi’ diventa uno strumento mediatico per acquisire consenso politico, senza neppure preoccuparsi di mantenere una minima linea di coerenza: prima si protesta perché non si fanno gli sgomberi e poi, quando gli sgomberi vengono fatti, si protesta in nome dei diritti dei minori lasciati senza un tetto… “

“L’Italia – continua il mini-Sindaco – ha subito vari richiami dal Consiglio europeo per le sue politiche, lontanissime dall’integrazione. Politiche che hanno portato negli ultimi anni alla proliferazione del sistema dei campi, che a Roma è stato fortemente incentivato dalla Giunta Alemanno con i buoni uffici di Mafia Capitale. E quei campi sono oggi nuovi ghetti, dove i bambini e giovani non hanno alcuna speranza di poter aspirare ad un futuro migliore e dove i loro diritti sono negati.”

“Non potendo impedire a cittadini apolidi o, più spesso, muniti di regolare passaporto comunitario, di vivere nel nostro paese e nella nostra città, l’unica possibilità che abbiamo per gestire il tema nomadi senza innescare conflitti sociali con i residenti è quello di studiare dei percorsi ‘personalizzati’ di accoglienza che impediscano a queste persone di creare situazioni di totale degrado come gli accampamenti di fortuna all’interno del Parco delle Valli. Questo è quello che insieme con le associazioni di volontariato e insieme all’Assessorato ai Servizi Sociali si sta tentando di fare con i nuclei familiari sgomberati la mattina del 14 luglio.”

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