Municipi:

Si è chiusa la Pirandelliana 2010 con l’ennesimo successo di pubblico

Marcello Amici e la sua Compagnia Teatrale La Bottega delle Maschere, anche quest'anno hanno fatto centro

Più di ottomilaquattrocento presenze nel 2009. Quest’anno, La Pirandelliana 2010, conclusasi domenica 8 agosto, ha sicuramente superato le presenze della passata stagione.

Marcello Amici e la sua Compagnia Teatrale La Bottega delle Maschere, in questa XII Edizione hanno proposto ai loro sempre più numerosi fans Il piacere dell’onestà e Il berretto a sonagli.

Ề ormai un appuntamento fisso. Molti appassionati del teatro pirandelliano aspettano l’Estate Romana per deliziarsi della recitazione nella frescura del Giardino della Basilica di Sant’Alessio all’Aventino.

«Quest’anno è stato proprio un successo – ci conferma Marcello Amici – Non solo con Il berretto a sonagli, ma anche con Il piacere dell’onestà. Quest’ultimo è un lavoro improbo. L’avevo già programmato in anni precedenti. Avevo fatto i copioni, ma poi l’ho accantonato. Perché non riuscivo ad afferrare il personaggio. Alla fine, con la maturità e la profonda conoscenza del teatro pirandelliano, ce l’ho fatta. E quest’anno ho portato in scena il grandioso Baldovino. Quanto è simpatico Leone Gala, il protagonista de Il giuoco delle parti? Eppure Baldovino lo è molto di più. A diverse repliche recitavo frastornato. Sentivo gli spettatori ridere di gran gusto. E ridevano perché avevano capito il meccanismo di questo straordinario personaggio».

Parla con entusiasmo, Amici. Ề giusto così. La Pirandelliana è una sua creatura. Ogni anno vengono proposte due opere diverse, ma il pubblico non disdegna di riassistere a rappresentazioni già consumate.

«L’anno scorso – ci dice – abbiamo spopolato con Pensaci Giacomino. Nonostante le solite repliche, il pubblico è stato insaziabile. Ho dovuto rappresentarlo in tutte le salse. Abbiamo finito solo qualche giorno fa».

Poi però, arriva un velo di amarezza.

«Quest’anno niente contributi – rivela – Nonostante ciò, abbiamo dato vita lo stesso alla Pirandelliana, senza guadagnarci un euro. Dispiace molto la scarsa attenzione delle istituzioni, verso l’amore viscerale che il pubblico ha nei confronti del teatro di Pirandello. Non sono mancati solo i contributi, ma anche la pubblicità. Tanti hanno saputo casualmente della nostra rassegna».

Un’amarezza che non può spegnere la fiammella della speranza.

«Per fortuna – conclude – c’è un vecchio progetto del Comune di Roma che prevede di portare il grande teatro anche in estrema periferia, nei cosiddetti “teatri di cintura”. Ad inizio anno noi stessi siamo andati, con Pirandello, oltre il raccordo anulare, al Teatro 10 di Massimina. Esperienza da ripetere, ma che va sostenuta».

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