Sigillati i lavori abusivi su un’area di verde pubblico a largo Zappalà

Realizzati dalla Rent and work senza autorizzazione e per scopi non chiari
di Cantachiaro - 19 Dicembre 2007

Chi ricorda il film Cimarron con Glenn Ford e Maria Schell?

Era un polpettone western dove si narrava la storia di un uomo irrequieto sempre in cerca di nuove avventure. A un certo punto c’è la scena della grande corsa dei coloni nel territorio di Oklahoma per accaparrarsi un lotto di terra. Grandi effetti scenici. Coloni che corrono con tutti i mezzi allora disponibili: cavalli, carri, carrozze, diligenze anche un velocipede e poi cadute rovinose, morti tragiche, salvataggi rocamboleschi e, infine, l’occupazione del tanto agognato pezzo di terra con l’infissione al suolo di una bandierina. Quello era il selvaggio west.

Qui da noi, oggi, invece, per occupare un pezzo di terra pubblica non occorre dare luogo ad una gara così epica ed esaltante basta recintarla alla chetichella e cominciare a lavorarci sopra senza autorizzazione, senza cartelli, senza che in apparenza nessuno ne sappia nulla. Succede a Cinecittà est dove, in un area verde adiacente a Largo Zappalà, fra la scuola, la ludoteca e la vecchia vaccheria in via di ristrutturazione per il centro anziani, una società di macchine edili la Rent and work comincia a spianare e bonificare il terreno, costruisce una rampa di accesso al terreno dalla strada, mette un pesante cancello scorrevole a chiudere il tutto.

Per farne che? Non si sa. Qualcuno prova a immaginarselo vista l’attività produttiva che svolge la società in questione: un rimessaggio per macchine edili. Il Comitato di quartiere Cinest, dapprima è dubbioso sulle finalità dei lavori: c’è chi parla di bonifica dell’area da parte di una ditta per fare formazione professionale, chi invece pensa ad impianti sportivi come un campetto di calcio, per il basket o la palla a volo. Insomma è tutto un ‘’si dice’’, un presagire, un presumere. Anche perché a nessuno viene in mente che qualcuno non autorizzato regolarmente possa occupare un’area pubblica per fini così smaccatamente privati. E poi c’è quell’assicurazione fatta circolare sottovoce: stiamo lavorando per voi, bonifichiamo per assicurare un lavoro ai giovani, recintiamo per impedire l’arrivo dell’ennesimo campo rom e via confondendo mentre i lavori procedono e la recinzione del terreno dapprima leggera diventa sempre più pesante e definitiva.

Allora il Cdq rompe gli indugi anche per le vibrate proteste dei cittadini che giustamente considerano quell’area verde come naturalmente vocata ad essere lo spazio pubblico debitamente attrezzato per l’incontro dei giovani della scuola, della ludoteca e il futuro centro anziani. Manda due lettere cautelative al Municipio e al Comune per chiedere chiarimenti.

E infatti i chiarimenti arrivano sotto forma di sigilli penali che bloccano i lavori in corso. Qualcuno la prende male e subissa di lettere il blog del Cinest con improperi sguaiati e sgrammaticati ma che non rispondono alla semplice domanda: i benefattori che hanno ripulito l’area cosa intendevano farci? Boh!

E’ proprio vero: noi non siamo il selvaggio ed epico west, noi siamo il paese di pulcinella.


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