

l'Associazione Culturale Severiana: Il XIII municipio e l’area degli antichi porti a Fiumicino hanno una realtà storica ben diversa rispetto alla capitale
"Non è più accettabile – afferma in un comunicato il 19 dicembre 2008 l’Associazione Culturale Severiana – l’attacco sistematico del Ministero dei Beni Culturali alla Soprintendenza Archeologica di Ostia. La malsana idea di accorparla alla Soprintendenza di Roma costituisce il solito tentativo di indebolire le soprintendenze operanti nella città e sul territorio solo per ‘gestire’ meglio gli affari derivanti dalla speculazione edilizia."
"Il XIII Municipio e l’area degli antichi porti a Fiumicino – prosegue la nota – hanno una realtà storica ben diversa dagli altri territori della città di Roma. Qui da noi e non altrove, esisteva il porto di Roma e tutte le sue infrastrutture portuali, qui da noi, e non altrove, i Romani costruirono lungo la costa le proprie residenze marine. Qui da noi, e non altrove, l’entroterra ostiense era costellato da ville rustiche e villaggi protostorici. Già la Soprintendenza Archeologica dell’Etruria meridionale e la Soprintendenza Archeologica del Lazio, sono state unificate sotto il nome di quest’ultima in un ufficio posto alle dipendenze di un solo soprintendente, con i risultati che tutti vediamo. Ma allora dov’è il famoso decentramento previsto da questa Giunta Alemanno se non si parte con il riconoscere una identità al territorio ostiense? Ricordiamoci che dov’è Cineland doveva sorgere un Polo Museale degli Scavi di Ostia, ma si preferì il privato, e dov’era un vincolo archeologico, istituito proprio dalla Soprintendenza di Ostia nel 1992, lungo la Via di Acilia e nel Quartiere Caltagirone (Giardino di Roma) si preferì speculare dando il via a una delle peggiori cementificazioni di Roma. Questo sempre e solo per gli ‘ordini’ del Ministero dei Beni Culturali. Certamente il nostro territorio fa gola alle speculazioni edilizie e commerciali. Avere una Soprintendenza locale, che ha potere di controllo, da molto fastidio. Spesso abbiamo criticato l’operato e le scelte della Soprintendenza di Ostia, ma sempre ne abbiamo riconosciuto la professionalità e la competenza. Altrettanto non possiamo dire per come la Soprintendenza di Roma gestisce la Villa di Plinio e la Via Severiana dentro la Pineta di Castelfusano. Vorremo infine che anche l’imprenditoria e le istituzioni locali riconoscessero la valenza della Soprintendenza di Ostia e che criticassero scelte ‘romane’ (che si appoggiano al Ministero) a dir poco scellerate per lo sviluppo del nostro territorio."
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