‘Sotto il cielo’, dall’Armenia a Berlino, da Berlino a Gerusalemme al Teatro SalaUno

In scena dal 6 al 17 febbraio 2013 il dramma della guerra
di Riccardo Faiella - 5 Febbraio 2013

Al Teatro SalaUno, uno degli spazi più suggestivi di Roma, va in scena, dal 6 al 17 febbraio 2013, il dramma della guerra. Si tratta di un excursus in diversi paesi colpiti dai conflitti, attraverso le opere del drammaturgo forlivese Gianni Guardigli. Tutte le guerre generano disastri umani e minano i nostri corpi e la nostra anima, eppure la macchina bellica, sulla nostra amata Terra, è sempre in moto.

Note dell’autore, Gianni Guardigli – Se ci alziamo in volo per avere la possibilità di diventare spettatori dei destini umani nell’intero arco del secolo ventesimo, l’ultimo del secondo millennio, abbassando lo sguardo, cercando di trovare segni importanti nel panorama che si staglia sotto in nostri occhi, troveremo spesso ammassi di macerie. Poi troveremo gruppi di persone sbandate, un’umanità conciliante che tenta di aggrapparsi alla vita fra una catastrofe e l’altra. Questo potrebbe essere un quadro possibile del secolo scorso, volendo tentare un’analisi storica. Ma Sotto il cielo, è un lavoro che non vuole fermarsi alla sola testimonianza storica. I testi che compongono questo complesso quadro sono: alcuni brani di “Tutte le notti”, altri brani da “La Disfatta”, “Sotto Berlino” e un estratto di “Boukra”. Quindi uno sguardo sul genocidio del popolo Armeno, avvenuto in Turchia nel periodo della Prima Guerra Mondiale, gli ultimi giorni del rogo di Berlino nel 1945 e l’espropriazione dei territori degli Arabi di Palestina appena dopo la Seconda Guerra Mondiale. I personaggi che compongono questo grande affresco sono disegnati con i colori dell’intimo sentire, del particolare che vince sul generale, con il sangue e l’anima dell’essere umano consapevole della sua piccolezza di fronte ai disegni troppo grandi della storia e ancora ai disegni imperscrutabili di Dio. Ma, anche se Dio sembra non ascoltare i suoi figli, questi non possono non implorarlo, non possono non rivolgergli quelle domande che escono inevitabilmente dalla bocca dell’analfabeta e vengono scritte nelle pagine dei libri dei grandi filosofi.

Note del regista, Giuseppe Venetucci – Il dramma dei vinti è l’eterno dramma che accomuna da sempre tutti i popoli da Oriente a Occidente, pur con le profonde diversità di cultura, di religione e di costumi. L’opera di Guardigli ci offre un affresco della società di oggi, denso di umanità e di sofferenza, sempre in bilico tra realtà e immaginazione, pervaso di lirismo e di malinconia, ma anche di uno sguardo ironico, che arriva a coinvolgere lo spettatore rendendolo partecipe di tutti i turbamenti ed emozioni suscitate dalla guerra: crudeltà, odio, violenza, ribellione alle ingiustizie, disperazione. Immagini ricorrenti del sangue, dei lamenti dei perseguitati e delle vittime innocenti, anche bambini, di corpi martoriati e mutilati, straziati dalle bombe, suscitano frequenti interrogativi a Dio. Dio esiste? Dio dov’è? Il nostro lavoro vuol porre in risalto proprio la ribellione che nasce dall’esigenza di razionalità dell’uomo, alla quale si oppone impenetrabile l’irrazionalità del mondo. In un’ipotetica realizzazione di giustizia e felicità si incatena il presente a quell’ingiustizia e infelicità contro le quali si solleva proprio l’uomo in rivolta che ottiene la vittoria sulla irrazionalità e l’assurdo solo con la creazione artistica: essa è infatti “trasformazione, inveramento, miglioramento del mondo che viene unificato, superato nella sua irrazionalità e dotato di significato”. Lungi dal rispecchiare passivamente la realtà, l’artista tende a rimodellarla così cha essa acquisti un senso. Il nesso tra passione ideologica e Guardigli e stile è espresso da frasi brevi, staccate, registrazioni di impressioni immediate, di singoli istanti, nei quali non si evidenzia il rapporto causale, ma solo quello cronologico. Tutto ciò si realizza con una recitazione intensa a voci multiple, concertate e capaci di suscitare emozioni. I personaggi, giustamente voluti di piccola statura culturale e quindi prevalentemente ingenui, messi di fronte al paradosso dell’esistenza reagiscono opponendovi un grande progetto, cercando di arrivare a una verità che permetterebbe loro si superare i limiti che li angustiano. Abbiamo ridotto all’essenziale elementi scenici ed effetti sonori tendendo a mettere in luce solo la coralità della sofferenza, la faticosa conquista della solidarietà, l’amore comunque per la vita che scaturisce dalla morte.

Laboratorio Analisi Lepetit

TEATRO SALAUNO, Porta San Giovanni 10
Sotto il cielo – dall’Armenia a Berlino, da Berlino a Gerusalemme, di Gianni Guardigli
Spettacoli: mar-sab ore 21; dom ore 18
Biglietti: 12 euro (intero); 8 euro (ridotto); tessera associativa 2 euro
INFO: 06 98182993  – www.salauno.it


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