Stazione Tiburtina: centinaia di cittadini alla manifestazione contro l’abbattimento degli alberi

Redazione - 5 Dicembre 2020

Si sono ritrovati in centinaia alla manifestazione indetta dai residenti della Stazione Tiburtina contro l’abbattimento da parte del Comune di circa cento alberi tra cui lecci, pini, olmi e platani in perfette condizioni.

“Molto soddisfatti della riuscita dell’iniziativa, nonostante la massiccia partecipazione siamo riusciti a mantenere il distanziamento e le precauzioni legate al Covid-19”, dichiarano dal Comitato Cittadini Stazione Tiburtina.

“A chiedere alla Sindaca Raggi la grazia per gli alberi condannati a morte dalla sua amministrazione tantissimi comitati e associazioni: Legambiente Lazio, Brigate Verdi, Fare Verde, CittadinanzAttiva, Rinascita Tiburtina, Comitato Cittadini Stazione Tiburtina, Respiro verde, Legalberi, Comitato verde per il Villaggio Olimpico, Libera associazione Centocelle e tanti esponenti politici di partiti di ogni schieramento”.

I cittadini hanno simulato con delle seghe di cartone col logo del Comune di Roma un finto taglio di alberi “alcuni di noi con dei palloncini verdi attaccati al corpo hanno simulato di essere alberi che venivano abbattuti. Il riferimento è chiaro, uccidere un albero equivale ad uccidere persone, i destini sono evidentemente legati” spiegano dal Comitato.

“Solo ieri al Tg Lazio su Rai Tre il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma Daniele Diaco ha dichiarato che questi alberi sono malati e per questo vengono abbattuti. Niente di più falso e anzi i lecci che stanno per essere abbattuti per primi stanno addirittura visibilmente crescendo e facendo nuovi rami. La vera notizia che ci danno queste vergognose bugie è che il Comune di Roma è in difficoltà e non sa come giustificare il massiccio abbattimento che vuole operare alla Stazione Tiburtina e ricorrono alla classica favola dell’albero malato. Il progetto di risistemazione post abbattimento della sopraelevata voluto dall’Assessore Montuori è evidentemente un progetto orrendo che anche uno studente al primo anno di architettura avrebbe fatto meglio. Mentre le più grandi città europee progettano la riforestazione urbana il Comune di Roma dichiara guerra al verde, nel quadrante di Roma con la più alta percentuale di PM10 secondo i dati Arpa. Invitiamo inoltre i cittadini a non cadere nella trappola comunicativa che hanno messo su dal Comune sulla sedicente nuova piantumazione. Un albero di quarant’anni non lo si rimpiazza con un nuovo alberello di sei mesi che nella Roma di oggi muore entro l’anno di vita. Va poi considerato che i bellissimi alberi che ci sono oggi sono posizionati in un terreno che gli consente di essere diventati quello che sono oggi. Quel terreno verrebbe cementato e i nuovi alberelli che pianterebbe il Comune verranno posizionati in un terreno che al massimo può consentire la crescita di un alberello da marciapiede in luogo agli alberi di alto fusto che abbiamo oggi. Quella di oggi non sarà l’ultima iniziativa che faremo e anzi annunciamo già da ora che le centinaia di cittadini presenti oggi in piazza si frapporranno tra le seghe elettriche del Comune di Roma e gli splendidi lecci presenti in Largo Mazzoni” concludono gli organizzatori.


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