Stazione Tiburtina: i residenti alla Raggi “chiediamo la grazia per gli alberi condannati a morte”

Sabato 5 dicembre mattina manifestazione in strada
Redazione - 2 Dicembre 2020

Non si rassegnano i residenti della Stazione Tiburtina al massiccio abbattimento di alberi previsto dalla sedicente riqualificazione verde progettata da Virginia Raggi e la sua Giunta per la Stazione Tiburtina “i lavori di risistemazione post abbattimento della sopraelevata procedono spediti e nei prossimi tre mesi è previsto l’abbattimento dei bellissimi lecci presenti in Largo Mazzoni, sempreverdi di circa 30 anni in perfetta salute. I lecci verranno abbattuti per far posto ad un inspiegabile e inutile allargamento della sezione stradale di Via Guido Mazzoni che passerà da una a cinque corsie stradali.”

Lo affermano in un comunicato i residenti del Comitato Cittadini Stazione Tiburtina e dell’Associazione Rinascita Tiburtina

“Questa è solo la Fase 1 di una fase finale ancor più scellerata – proseguono – dove ad essere abbattuti saranno i circa 60 tra pini e olmi in perfetta salute presenti tra il Piazzale della Stazione Tiburtina e Via Tiburtina e i tanti platani alti decine di metri presenti in zona. Non vogliamo essere presi in giro con la favola delle ripiantumazioni. Un albero di quarant’anni non lo si rimpiazza ripiantando i soliti alberelli che nella migliore delle ipotesi a Roma muoiono nei primi sei mesi. I dati Arpa Lazio diffusi anche da Legambiente ci dicono che quella della Tiburtina è la zona di Roma con la più alta concentrazione di PM10. Proseguire con il taglio degli alberi è un atto criminale contro la città e contro la salute pubblica. Sabato 5 dicembre mattina manifesteremo in strada alla Stazione Tiburtina con tante associazioni per chiedere alla Sindaca di concedere la grazia per gli alberi condannati a morte e di fermare quindi il progetto scellerato che si sta portando avanti” concludono i residenti del Comitato Cittadini Stazione Tiburtina e dell’Associazione Rinascita Tiburtina.


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  1. Si gingilla con lavori di contorno mentre il cantiere per il raddoppio della consolare fino a Setteville è fermo da quando si è impoltronata.

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