

Il Comune, invece di una piazza pedonale e uno spazio verde, progetta di abbattere anche alberi e far rinascere rasoterra un'autostrada
Qui di seguito pubblichiamo un comunicato di Legambiente Lazio del 14/02/2020.
“Stazione Tiburtina, dopo l’abbattimento della Tangenziale sopraelevata il Comune, invece di una piazza pedonale e uno spazio verde, progetta di abbattere anche alberi e far rinascere rasoterra un’autostrada Il Comune di Roma con questo progetto, preferisce asfalto e macchine rispetto a una nuova area pedonale. Il bel lavoro per abbattere la Tangenziale doveva essere opportunità di trasformazione positiva e a misura d’uomo di un luogo incredibilmente importante per l’intera Capitale, invece assistiamo al progetto dell’ennesima striscia di asfalto.
Oggi, in commissione comunale è stato presentato e raccontato il progetto riguardante l’area di fronte alla Stazione Tiburtina, dove, dopo l’abbattimento in corso della Tangenziale sopraelevata, il Comune, invece di una piazza pedonale e uno spazio verde come chiedono ambientalisti e residenti dell’area, progetta di far rinascere una nuova strada a raso per le auto e il traffico veicolare, con tanto di abbattimento di un bosco urbano composto da 50 tra Olmi, Pini e altre alberature.
«Il Comune di Roma con questo progetto, dimostra di preferire nuovo asfalto e macchine a una nuova area pedonale – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Il bel lavoro di abbattimento della Tangenziale era e doveva continuare a essere opportunità di trasformazione positiva e a misuro d’uomo di un posto incredibilmente importante per il quartiere e l’intera Capitale, sarebbe potuto diventare esempio di rigenerazione urbana in chiave sostenibile che avrebbe risarcito gli abitanti da decenni di traffico, inquinamento e caos e ricucito interi quartieri della zona con percorsi pedonali, ciclabili, verde e un bosco per abbattere i rumori del traffico ferroviario. Poteva partire da qui un’idea nuova di città, incardinata nel rivitalizzare una zona di Roma, mettendo al centro le esigenze delle persone e non quella delle auto, e invece è l’ennesima occasione persa di rigenerazione ambientale, e ancor peggio si perderanno anche altri alberi romani, in una continua strage alla faccia di progetti di resilienza e adattamento della città ai mutamenti climatici in atto. Siamo al fianco dei cittadini del quartiere che da tempo chiedono che lì sorga una piazza e uno spazio pubblico fruibile a piedi; peraltro quello che è il primo luogo in uscita, dal nuovo enorme hub ferroviario della Tiburtina, dove si concentrerà gran parte del traffico, tra treni regionali e ad alta velocità, dovrebbe essere verde, accogliente, fruibile, a misura d’uomo e di bambino e non l’ennesima, inutile striscia di asfalto».
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Con che faccia poi si può criticare i brasiliani che riducono la foresta amazzonica quando noi non facciamo che costruire palazzi, grattacieli (ovviamente fatti da architetti famosi),abbattere alberi e asfaltare tutto..