

Dialogo, con domande, rubato a due "umarèll” romani nella cosiddetta "Valletta dei cani"
Cronaca rubata a due “umarèll” romani. Quella degli umarèll è una figura tipica dell’Emilia Romagna entrata di recente nei dizionari della lingua italiana.
Li ho incontrati mentre camminavo, non velocemente, nel parco di Tor Tre Teste.
Erano vicini alla recinzione di un’area di forestazione urbana, realizzata dal Comune di Roma e finanziata dal PNRR con fondi europei.
Due “umarell” con le mani conserte, che chiacchieravano e si scambiavano le loro opinioni davanti ad una zona del parco (la cosiddetta “Valletta dei cani”) riempita di giovani e piccole piantine.
Osservavano, controllavano, criticavano, consigliavano a loro stessi, sull’innesto delle piccole piantine e sulla loro estrema vicinanza oltre che sulle future erbacce che comprometteranno il loro sviluppo
Li ho avvicinati e ho rubato qualche frase del loro dialogo, ma senza catturare la loro minima attenzione.
“Che ti dicevo Natale? Troppo fretta, poca cura. Ai miei tempi, un lavoro così lo facevamo in più giorni, ma come veniva fatto bene”.
“Michele hai proprio ragione. E poi guarda che casino! Tutto ‘sto ferro per le recinzioni, tutta ‘sta legna per i pali … Ma dove andremo a finire? Una volta bastavano delle pietre tutte intorno”.
“E poi Michele, hai visto laggiù il capo? Un ragazzino, avrà sì e no trent’anni. Ma che ne sa lui di piantine e piantumazione? Sarà lì solo perché è amico di qualche politico, sicuro!”.
“Hai ragione Natale, i giovani d’oggi… troppo attaccati ai telefonini, poca voglia di lavorare. Ma tanto, poi ci toccherà pagare le tasse per mantenerli, quando andranno in pensione!”
“Michele, e poi dovremo rimborsare all’Europa i soldi del PNRR! Ma dove andremo a finire di questo passo?”
“Natale, già, non c’è più rispetto per niente. I tempi cambiano… ma non in meglio, te lo dico io.
“Dai, andiamo a vedere se hanno finito di piantumare al parco Bonafede, magari riusciamo a dare un’occhiata da vicino…”
“Si, Michele, andiamo, andiamo… Ma tanto, staranno lavorando solo per far scena”.
Quando ce ne andiamo dal parco di Tor Tre Teste, si fermeranno tutti e se ne vanno al bar!”
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