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Tamponi rapidi via Prenestina 692 da Farmacia Federico

Enzo Luciani - 21 Gennaio 2021

Abbiamo incontrato il 21 gennaio 2021, il dott. Stefano Federico, dell’omonima Farmacia in via Prenestina 692 che da dicembre dello scorso anno effettua tamponi antigenici rapidi e test sierologici per il Covid 19, per rivolgergli alcune domande e chiarire alcuni importanti aspetti e sciogliere alcuni dubbi.
Il dott. Federico ci ha pure fatto visitare le due stanze accoglienti in cui si effettuano, osservando scrupolosamente le direttive sanitarie, le prestazioni a cui abbiamo accennato, offrendo agli utenti un servizio accurato e gentile.

Dove viene effettuato in farmacia il test rapido?

Dobbiamo ringraziare la sindaca Virginia Raggi che in tempi brevi ha consentito alle Farmacie di poter utilizzare il suolo pubblico per allestire gazebo, ma nel caso della nostra farmacia non è servito perché abbiamo due stanze, separate rispetto all’ingresso principale, che ci permettono di fare registrazioni e tamponi con più discrezione e privacy.

Chi effettua il tampone materialmente?

Quasi nessun farmacista effettua personalmente i tamponi, mentre molti si affidano ad infermieri ed altri, come noi, a medici.
Anche se l’operazione è tecnicamente semplice ci vuole comunque una certa manualità e sensibilità per non arrecare fastidio al paziente e per non alterare la bontà del campione.

Quale riscontro ha avuto la campagna dei tamponi in Farmacia e presso di voi in particolare?

Le farmacie che hanno aderito sono oltre 400 su oltre 800. I test rapidi effettuati in generale sono stati moltissimi e si può dire che per la comunità tutta è stato un successo e lo è stato anche per noi che abbiamo effettuato una quantità notevole di tamponi riuscendo ad offrire un servizio importante a molte persone. Soprattutto nel periodo delle Feste dove c’era un rischio più alto di “promiscuità” molte persone si sono recate in farmacia per fare i test ed essere più tranquilli. Nel nostro caso abbiamo riscontrato un 10% di positivi, molti dei quali totalmente asintomatici, e così abbiamo contribuito a ridurre i rischi di nuovi focolai.
Va ricordato che le positività vanno poi convalidate da un tampone molecolare, quindi la farmacia invia il materiale prelevato ai laboratori della Regione Lazio, e così quasi tutti i nostri tamponi positivi sono poi stati confermati.

Come viene comunicata la positività all’interessato?

La positività la comunico direttamente io in maniera molto discreta e poi le varie indicazioni le fornisce direttamente il nostro medico che ha effettuato il prelievo.
Poiché ricevere una notizia del genere dà o può dare ansietà, la possibilità di parlare subito con un medico ha contribuito a far accettare l’esito con maggiore serenità e questa è stata per noi una ulteriore riprova che la nostra scelta di utilizzare dei medici per i prelievi sia stata la migliore.

C’è un cliente tipo?

No, vengono soci e dipendenti di cooperative che hanno stipulato delle convenzioni con FederFarma e poi persone di tutte le età, non c’è un cliente tipo. Molti sono stati i ragazzi e molte scuole hanno aderito, da quelle di danza agli istituti tecnici, in questi ultimi tempi è un po’ diminuito il numero delle persone che si rivolgono a noi.

Avere delle stanze “in più” vi avvantaggia, e come?

Abbiamo scelto questa sede proprio per le sue caratteristiche con la possibilità di avere una intera ala per dedicarla a servizi. Proprio in questi giorni come associazione di categoria stiamo lavorando per implementare la quantità di servizi da poter offrire alla comunità e questo si sposa in pieno la mia idea di Farmacia che deve essere un luogo dove le persone possono con più facilità espletare nel proprio territorio, nel proprio quartiere, varie pratiche senza essere più costretti a vagare per la città.

Vaccini in Farmacia Federico?

Il nostro atteggiamento verso i servizi utili alla cittadinanza, come spiegavo prima, è sempre entusiasta, però dobbiamo prima valutare bene ogni cosa. Fortunatamente mio padre è professore universitario e ha una competenza ed esperienza enorme (più che cinquantennale) e saremo quindi perfettamente in grado di valutare se potremo somministrare in sicurezza i vaccini. Questo della Pfizer penso che non sarà possibile effettuarlo nelle farmacie, mentre su quelli del prossimo futuro siamo molto più possibilisti e pronti a scendere in campo.

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Come ha visto la pandemia attraverso la sua farmacia?

Trattandosi di una malattia nuova e non conosciuta, inizialmente abbiamo avuto paura nonostante tutte le prudenze del caso: guanti, mascherine, visiere, tute. Nei primi tempi, come tutti, abbiamo dovuto riciclare più volte le mascherine (sterilizzandole, ecc.) perché non si trovavano.
Ora il virus lo si inizia a conoscere meglio, la malattia ha dei protocolli di cura e il tasso di mortalità sta scendendo. Quindi dal punto di vista sanitario c’è stata e c’è una evoluzione mentre da quello della società è più dura. Siamo qui in una zona periferica e l’aggravamento della crisi economica si avverte sempre di più. Molti locali hanno chiuso e non hanno più riaperto, molte persone sono in difficoltà ed altre hanno addirittura perso il lavoro.

Cosa è cambiato nella vendita di farmaci?

Rispetto a prima le persone sono ancora più attente a ciò che comprano, e si evita il superfluo. Sono aumentati gli acquisti sui prodotti che aiutano il sistema immunitario come la vitamina C, l’echinacea, i multivitaminici, e forse qualche valeriana in più; a livello di psicofarmaci non so dire se ci sia stato un aumento, ma nei calmanti naturali sicuramente sì.

Ci sono persone fragili che nell’ultimo anno non sono più uscite, hanno paura. E queste non riesco ad intercettarle come farmacista ma, personalmente, come Stefano, so che alcuni non si sono più “rialzati” si sono chiusi e autoreclusi.

Abbiamo attraversato varie fasi ed ora siamo entrati in una nuova perché queste ultime restrizioni, anche se meno severe rispetto ad altre utilizzate in passato, hanno assestato un duro colpo nell’animo delle persone.
Purtroppo stiamo pagando a carissimo prezzo degli errori e le leggerezze di questa estate, sia dal punto di vista della comunicazione che delle regole.

E il vostro servizio di consegne a domicilio come va?

Ora non ci sono più i ritmi serrati come durante il lockdown. Consegnamo ancora i farmaci a casa, ma le persone, se possono, preferiscono venire in farmacia, magari usandolo come pretesto per uscire di casa. Comunque aver offerto questo servizio è stata per noi una grande soddisfazione.

A proposito di uscire di casa, nell’ultimo anno ho notato un incremento considerevole della frequentazione dei parchi, sempre meno di quanto andrebbe fatto, ma senza dubbio ci sono molte più persone che stanno sfruttando questo bene prezioso che hanno a poca distanza dalle loro case.

Nel mio protocollo di consigli per le persone che hanno problemi psicologici, di stress, di sonno, io suggerisco vivamente le passeggiate nei parchi perché aiutano, danno sollievo, liberano endorfine, contribuiscono a dare un nuovo ritmo e stimolano a reagire positivamente.

Che cosa ci diremo la prossima estate e poi ad ottobre?

Io spero, non posso saperlo ovviamente, che la scienza medica progredisca, i vaccini migliorino la situazione e i protocolli di cura si evolvano. E questi protocolli hanno nei fatti portato alla quasi scomparsa di alcune patologie invernali come i raffreddori e l’influenza, siamo quasi allo zero assoluto semplicemente perché ci siamo protetti di più. Le accortezze, che siamo stati obbligati a seguire per il Covid, possono fortemente limitare l’incidenza anche di altre patologie che per alcune categorie sono pericolose.

Questa tremenda esperienza potrebbe portare ad un miglioramento della efficienza delle strutture pubbliche, da una migliore gestione dell’afflusso di pubblico ad una maggiore capacità della macchina organizzativa. Ad esempio la possibilità per il medico di inviare a pazienti cronici via cellulare il farmaco che prende abitualmente senza farlo spostare una volta al mese è un grande risultato. Così come tutto ciò che è diventato o sta diventando digitale permette di diminuire assembramenti e spostamenti nelle strutture pubbliche con un miglioramento sotto molti punti di vista (non ultimo il tempo risparmiato. Noi ci abbiamo messo un anno intero per poter aprire la farmacia a causa di permessi che non arrivavano, pur essendo tutto in regola e senza che si verificassero intoppi; mentre in altri paesi è sufficiente un giorno o una settimana).


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