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Tari, cittadini sommersi dalle contestazioni: la politica chiede chiarimenti ad Ama

Indirizzi doppi, immobili non aggiornati e sportelli intasati

Non c’è pace per i romani. Alla lunga lista dei disservizi che negli ultimi anni hanno messo a dura prova la pazienza dei contribuenti, si aggiunge un nuovo, imponente capitolo: quello delle cartelle “impazzite” Ama.

Negli ultimi trenta giorni, l’ufficio Ta.Ri. dell’azienda capitolina ha inviato più di 100mila avvisi per presunti mancati pagamenti della tassa rifiuti. Ma una fetta consistente di quelle lettere si sta rivelando un colossale pasticcio.

Indirizzi doppi, case vendute da decenni e richieste duplicate

Gli errori sono così numerosi e surreali da sfiorare l’incredibile: immobili con due ingressi conteggiati come due abitazioni diverse, fatture duplicate, fino ai casi in cui Ama chiede il pagamento di tributi relativi a case vendute quarant’anni fa.

«Mia madre, 93 anni appena compiuti, ha ricevuto una cartella Ama in cui si contestano mancati pagamenti della Tari dal 2019 al 2024. Peccato che l’appartamento in questione è stato venduto nel 1983. – denuncia un cittadino – Il problema è che non si hanno risorse per opporsi. Il procedimento di autotutela non interrompe il decorrere dei 60 giorni oltre i quali scatta la riscossione coatta e si perde il diritto al ricorso in tribunale. Fare un ricorso subito con un avvocato costa molto a fronte di una richiesta ovviamente infondata. – continua la denuncia –  L’Ama dal canto suo non risponde al telefono e accetta solo appuntamenti di persona o on-line, ma sul sito da giorni la risposta è che non c’è disponibilità. Cosa pensano di fare l’assessore Sabrina Alfonsi e il sindaco Roberto Gualtieri davanti al disagio creato da una azienda che non ha i dati catastali aggiornati e lascia i cittadini soli e disarmati?».

La politica interviene: “Sospendere tutto, è un disastro annunciato”

La questione è arrivata dritta in Assemblea Capitolina, dove Giovanni Quarzo (Fratelli d’Italia) denuncia: “Migliaia di romani stanno ricevendo doppie richieste di pagamento della Tari perché Ama non si è accorta della presenza di immobili con più ingressi. Serve un intervento immediato”.

E la protesta non si ferma al Campidoglio. In Regione Lazio, la presidente della commissione Rifiuti, Laura Corrotti, annuncia una convocazione straordinaria: “Il vero nodo è che Ama non dispone di dati catastali aggiornati. Un problema noto da anni e mai risolto. È indispensabile fare luce su questa gestione approssimativa”.

Consumatori sul piede di guerra: “Avvisi da sospendere, servono canali rapidi”

Le associazioni dei consumatori parlano di cittadini soli e disarmati. Non solo perché le sanzioni per ritardato pagamento sono molto elevate, ma soprattutto perché i percorsi di autotutela non fermano i termini di riscossione.

E con gli sportelli saturi, ottenere un appuntamento può richiedere settimane.

Le richieste sono chiare:

sospensione immediata delle procedure;

verifica straordinaria degli avvisi inviati;

pubblicazione dei dati sugli errori riscontrati;

un canale di assistenza dedicato e veloce;

proroga dei termini in tutti i casi di errore manifesto.

La città aspetta risposte

Il caso delle cartelle “impazzite” Ama esplode mentre molte famiglie si trovano già a fare i conti con aumenti generalizzati e servizi altalenanti.

Questa volta, però, la misura sembra colma: cittadini, politica e associazioni convergono in un’unica richiesta, semplice ma urgente.

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