Taxi per disabili, boom di costi e pochi candidati: ora arrivano gli aiuti regionali

Buone notizie dalla Regione Lazio, che ha deciso di stanziare 2,5 milioni di euro per aiutare chi ha deciso di affrontare questa sfida sociale

Un taxi non è solo un’auto bianca con la luce sul tetto. Può essere una porta aperta sulla città, un simbolo di autonomia, un servizio essenziale. E per molte persone con disabilità, quel servizio è ancora troppo spesso un miraggio.

Oggi però qualcosa si muove. A Roma, dove fino a poco tempo fa circolavano appena una quarantina di taxi attrezzati per persone con mobilità ridotta, stanno per arrivarne altri 200. Un numero che – da solo – racconta un cambio di passo. Anche se dietro ogni licenza, c’è una storia di costi, burocrazia e ostacoli da superare.

Le nuove licenze, messe a bando dal Comune, hanno attirato più di 4mila candidati. Ma solo 107 hanno scelto di concorrere per uno dei 200 posti riservati ai mezzi attrezzati.

Il motivo? Allestire un taxi per il trasporto disabili non è solo una questione tecnica: è una spesa che può superare anche i 100mila euro.

Pedane elettriche, scivoli a scomparsa, ingressi laterali o posteriori su misura: ogni dettaglio costa. E per molti aspiranti tassisti il sogno rischiava di infrangersi proprio sul conto finale.

Ma la buona notizia è arrivata dalla Regione Lazio, che ha deciso di stanziare 2,5 milioni di euro per aiutare chi ha deciso di affrontare questa sfida. Un contributo che – seppur parziale – può fare la differenza per chi vuole offrire un servizio pubblico, accessibile e davvero per tutti.

È un segnale concreto di attenzione verso la mobilità inclusiva”, commenta soddisfatto Loreno Bittarelli, presidente dell’Unione Radiotaxi d’Italia. “Non è solo una questione tecnica, ma di giustizia sociale: ogni persona deve poter contare su un taxi che la porti dove ha bisogno, senza barriere”.

Il provvedimento, fortemente voluto dall’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera, è stato inserito nella variazione di bilancio e punta ad alleggerire il peso economico su chi ha scelto di mettersi al servizio di una causa più grande. Non solo trasportare passeggeri, ma garantire diritti.

Ora la palla passa ai tassisti, che dovranno scegliere con quali mezzi attrezzarsi. E al Comune, che potrebbe – come già chiesto – stanziare a sua volta una quota dei proventi delle licenze per aiutare chi decide di servire chi ha più bisogno.

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