Termovalorizzatore di Santa Palomba, Rocca lancia l’allarme: “Rischio boomerang per la differenziata a Roma”

Dal Campidoglio, Alfonsi rassicura: “La capacità dell’impianto è stata calcolata sulla base dei rifiuti prodotti oggi in città e dei flussi di differenziata"

Il futuro della raccolta differenziata a Roma passa da Santa Palomba, dove la costruzione del nuovo termovalorizzatore solleva dubbi e preoccupazioni.

Non sono solo i comitati ambientalisti a mettere in guardia sul rischio di un impianto troppo grande: a farlo è il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che teme conseguenze sulla crescita della differenziata nella Capitale.

“Roma deve affrontare le proprie criticità strutturali e trovare un equilibrio tra smaltimento e recupero – ha dichiarato Rocca –. Ma le dimensioni dell’impianto mi preoccupano: rischiano di scoraggiare gli sforzi fatti finora dai cittadini”.

Un impianto potente… e controverso

Il termovalorizzatore, progettato per gestire 600mila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati, è un’infrastruttura di grande portata.

Ma proprio la sua scala potrebbe rappresentare un freno per la differenziata: più rifiuti “tal quale” servono all’impianto, meno spazio resta per il recupero e il riciclo dei materiali. Oggi la raccolta differenziata a Roma si attesta al 46%, molto al di sotto degli obiettivi regionali.

“Se non si troverà un equilibrioavverte Roccail rischio è che l’impianto diventi un alibi per fermare la raccolta differenziata, con conseguenze pesanti per tutta la regione”.

Contenziosi e allarmi ambientali

A complicare la vicenda, le associazioni ambientaliste hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, contestando presunti abusi d’ufficio nella nomina dei responsabili del progetto e possibili irregolarità nella gestione del procedimento amministrativo.

La polemica coinvolge anche il Campidoglio, con il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi nel mirino dei denuncianti.

Il Comune chiarisce

Dal Campidoglio, Alfonsi rassicura: “La capacità dell’impianto è stata calcolata sulla base dei rifiuti prodotti oggi a Roma e dei flussi di differenziata. Anche con un incremento della raccolta fino al 70%, ci sarà sempre una quota di rifiuti indifferenziati da smaltire. Il termovalorizzatore resta quindi indispensabile”.

L’assessora ha inoltre sottolineato l’impegno con AMA per potenziare la raccolta differenziata e migliorare la gestione dei rifiuti, ribadendo:

Il termovalorizzatore non sostituisce la differenziata, ma la integra. Il futuro di Roma passa da una gestione efficiente dei rifiuti, fondamentale per portare la città al livello delle principali capitali europee”.


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7 commenti su “Termovalorizzatore di Santa Palomba, Rocca lancia l’allarme: “Rischio boomerang per la differenziata a Roma”

  1. Questa soluzione di bruciare i rifiuti è sempre stata una soluzione che ha frenato la differenziazione dei rifiuti.
    È un incentivo a bruciare tutto perché si è costretti ad “alimentare” un ecomostro.

  2. Quello che non spiega mai nessuno è che quando si dice che è un inceneritore da 600tonnellate di rifiuti non vuol dire “fino a” come sarebbe lecito arrendersi, ma “almeno”.
    Cioè quando si realizza un inceneritore da 600 tonnellate di rifiuti indifferenziati vuol dire che deve bruciare almeno 600 tonnellate di rifiuti.
    Ora facendo i conti della serva la capitale produce circa 1600tonnellate di rifiuti l’anno il che significa che la differenziata NON PUÒ SUPERARE QUOTA 60% mentre per legge europea la quota da raggiungere è almeno quella del 70%.
    Quindi questo ecomostro non consentirà MAI il raggiungimento degli obiettivi di differenziata!!! !
    La necessità di poter mantenerlo in funzione e rispettare il contratto con AMA costringerà, pena una pesante multa, a bruciare ALMENO il 40% dei rifiuti di Roma!

  3. C’è un rischio di cui non si è parlato abbastanza ed è quello dell’acqua. Per funzionare ha bisogno di centinaia di migliaia di ettolitri! Già le risorse idriche scarseggiano nella zona!!!

  4. La potenza del termovalirizzaore che per motivi tecnici deve restare acceso a, bisogno di rifiuti sicuri e costanti .Roma se fa la differ.non è in grado di alimentarlo. (il sospetto e che il prog. Prevede di bruciare rifiuti proveniente da tutta Italia ed EUROPA.

    .

  5. il problema dei rifiuti a Roma c’è sempre stato, mio padre ha lavorato sempre in AMA , dagli anni 70/80 i rifiuti sono sempre andati alla discarica di Roncigliano ( Albano Laziale) distante 300 metri dal futuro rigassificatore, attorno e nelle vicinanze della discarica c’erano soltanto orti e campagna, ora è diventato il “Villaggio Ardeatino” naturalmente tutto ABUSIVO, ora questi signori che abitano in case Abusive, reclamano che il rigassificatore inquina ma, i rifiuti continuano a gettarli per strada Ardeatina vicino al terreno dove sorgerà il rigassificatore, l’operazione si farà, il terreno appartiene al comune di Roma gli abitanti del villaggio che è nato su terreni agricoli e costruzioni abusive se ne facciano una ragione, l’immondizia di Roma va trattata e quella è la scelta fatta dal comune di Roma , di AMA ,in collaborazione con ACEA, il sindaco è commissario straordinario e l’operazione del rigassificatore per trattare i rifiuti di Roma. si farà lì su quei terreni.

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