

Secondo i magistrati contabili, Ama avrebbe pagato il sito quasi il doppio del suo valore reale, stimato intorno ai 4 milioni, accettando un prezzo di 75 euro al metro quadro giudicato “fuori mercato”
Un terremoto giudiziario scuote il progetto simbolo della giunta Gualtieri: il Termovalorizzatore. La Corte dei Conti del Lazio ha inviato 14 “inviti a dedurre” relativi all’acquisto del terreno di Santa Palomba, contestando un presunto danno erariale pari a 7,5 milioni di euro.
Secondo i magistrati contabili, Ama avrebbe pagato il sito quasi il doppio del suo valore reale, stimato intorno ai 4 milioni, accettando un prezzo di 75 euro al metro quadro giudicato “fuori mercato”.
Sotto la lente del vice procuratore Claudio Mori, l’operazione sarebbe stata orchestrata per gonfiare artificiosamente i costi a danno delle casse pubbliche.
Il meccanismo ipotizzato prevede due passaggi chiave:
Accordi tra privati: due società avrebbero risolto un vecchio preliminare tramite un indennizzo considerato “non dovuto”, un artificio finalizzato a giustificare l’aumento del prezzo richiesto ad Ama.
Presunta condotta omissiva: i vertici di Ama e di Roma Capitale avrebbero proceduto all’acquisto ignorando i principi di economicità e trasparenza, pur essendo a conoscenza delle anomalie.
L’azienda municipale respinge le accuse, sottolineando la regolarità dell’iter:
La procedura sarebbe iniziata nel giugno 2021, sotto la precedente consiliatura, con il prezzo già fissato a 75 €/mq.
La scelta del sito è stata confermata nel 2022 per motivi di rapidità e caratteristiche tecniche, con verifica di congruità affidata alla società Intellera tramite gara Consip.
Ama si dichiara pronta a dimostrare la correttezza di ogni passaggio e la trasparenza della procedura.
L’ex sindaca Virginia Raggi e la consigliera Carla Canale, autrici dell’esposto, puntano il dito contro presunte manipolazioni catastali:
“È falso che la procedura sia stata avviata da noi. Nel 2021 l’area era stata dichiarata ‘non idonea’ dalla Città Metropolitana per vincoli paesaggistici e idrogeologici. Improvvisamente, quei vincoli sono stati trasformati da ‘escludenti’ in semplici avvertimenti. La procedura presenta gravi anomalie.”
La vicenda apre una fase di forte tensione politica e giudiziaria. Tra accertamenti contabili, interrogativi sui passaggi societari e accuse incrociate, il futuro del Termovalorizzatore resta sotto i riflettori, mentre la Corte dei Conti avvia un controllo serrato sulle operazioni e i costi dell’acquisizione del terreno.
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