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Testaccio, il quartiere operaio che rinasce: ecco il Masterplan che ridisegna il futuro

Già stanziati 15 milioni per riqualificare piazzale Ostiense, riunendolo con Porta San Paolo

Testaccio non è un quartiere come gli altri. Qui ogni strada, ogni muro, ogni pietra racconta la storia dell’antica Roma operaia, di una comunità che ha custodito la propria identità tra mercati, osterie e tradizioni popolari. Ma ora il rione è pronto a voltare pagina e a scrivere un nuovo capitolo: più verde, più accessibile, più inclusivo.

È questo l’obiettivo del Masterplan di Testaccio, un progetto di riqualificazione urbana che mette al centro dodici aree strategiche e nasce dal lavoro condiviso tra il Dipartimento di Urbanistica, il Municipio I, la commissione patrimonio, l’Università Roma Tre e altre realtà accademiche, in dialogo costante con i residenti.

Il primo grande intervento, finanziato con 15 milioni di euro, riguarderà Piazzale Ostiense: il ridisegno completo di una delle porte d’ingresso più iconiche di Roma, tra la Piramide Cestia e Porta San Paolo. Oggi soffocata dal traffico e da una urbanistica frammentata, domani sarà una soglia accogliente, capace di restituire respiro e bellezza all’intero quartiere.

Da lì si proseguirà lungo via Zabaglia, destinata a trasformarsi in un boulevard moderno, con marciapiedi larghi, alberi, parcheggi riorganizzati e nuovi spazi di socialità. Un’arteria che tornerà a essere vivibile e che cucirà i legami tra gli abitanti.

Il Masterplan guarda anche al passato remoto: il Monte dei Cocci, quella montagna archeologica di 54 metri formata dall’accumulo secolare di anfore e materiali dell’antica Porticus Aemilia. Oggi semi-nascosto e in parte abbandonato, sarà riportato alla luce e restituito ai cittadini come patrimonio vivo, integrato nel tessuto urbano e turistico.

Cuore pulsante del rione, l’ex Mattatoio di Largo Giovanni Battista Marzi vivrà una nuova stagione grazie ai fondi del PNRR: diventerà un polo di ricerca e creatività in collaborazione con l’Università Roma Tre. Un luogo che, senza dimenticare la memoria del passato, sarà laboratorio di cultura, formazione e innovazione.

E poi c’è il Tevere, filo conduttore del quartiere. Da Ponte Testaccio partirà un intervento che ricollegherà il fiume al Mattatoio e agli spazi riqualificati del rione, inserendosi nel più ampio piano strategico per il Tevere.

A completare il quadro, gli interventi nelle piazze e nelle strade più vissute di Testaccio: Piazza dell’Emporio, via Galvani, Largo Dino Frisullo, viale del Campo Boario e il Villaggio Globale, cuore della vita notturna e culturale.

«Con questo Masterplansottolineano i promotori vogliamo immaginare un futuro per Testaccio che sappia valorizzare la sua anima storica e popolare, ma che al tempo stesso si apra a nuove identità, spazi verdi, socialità e università».

Un rione che non dimentica le proprie radici, ma che è pronto a rinascere.

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