Categorie: Ambiente Politica

Tevere, i parchi tornano a vivere: boom di richieste per gestire le oasi fluviali

Sono ben trentotto i progetti arrivati in Campidoglio grazie alla manifestazione di interesse pubblicata a maggio

Il Tevere chiama, Roma risponde. A rispondere in diciotto — tra associazioni, federazioni, cittadini e realtà locali — per dire “sì” alla gestione dei cinque parchi d’affaccio che costeggiano il fiume, da Ponte Milvio a Ostia Antica. Un successo oltre le aspettative, che racconta di una città pronta a prendersi cura dei suoi spazi e, soprattutto, del suo fiume.

Sono ben trentotto i progetti arrivati in Campidoglio grazie alla manifestazione di interesse pubblicata a maggio: una vera e propria corsa alla cura del verde, segno che qualcosa si muove, anche nella relazione tra amministrazione e cittadinanza.

La formula è quella dei “patti di collaborazione”, strumento innovativo di governance condivisa che – dopo anni di timide sperimentazioni – sta finalmente trovando terreno fertile nella Capitale.

Le aree in gioco sono di quelle che valgono: l’Oasi di Ponte Milvio, l’Oasi Naturalistica di Lungotevere delle Navi, il Parco del Foro Italico, quello dei Prati di Acqua Acetosa e infine l’oasi verde di Ostia Antica. Cinque polmoni urbani, nati in occasione del Giubileo del 2000, che ora si apprestano a rinascere grazie all’impegno diretto di chi li vive quotidianamente.

“Sono molto soddisfatta dell’ampio numero di proposte pervenute”, ha dichiarato l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, ricordando come questo progetto si inserisca nel più ampio piano per la gestione condivisa dei beni comuni.

Una gestione che, come nel caso del Casale dei Cedrati o dei parchi Palatucci, Campagna e Martin Pescatore, passa per mani civiche: cittadini, volontari, associazioni del territorio. Un vero cambio di paradigma, che rompe con la burocrazia e avvicina il Campidoglio alle strade, alle rive, ai parchi.

E non finisce qui. Perché l’obiettivo è ancora più ambizioso: ricucire Roma al suo fiume. Da sempre spina dorsale della città, il Tevere ha vissuto per decenni una progressiva marginalizzazione.

Ora torna protagonista, anche grazie ad altri interventi in corso: la trasformazione di Tiberis in una spiaggia permanente e il completamento del Parco d’Affaccio Tevere Sud, da Ponte dell’Industria a Ponte Marconi.

Il progetto nasce per riqualificare, certo ha spiegato ancora Alfonsi ma anche per costruire comunità, ospitare cultura, sport, cura condivisa. Il Tevere non deve più essere solo un fiume da guardare da lontano: deve tornare ad essere un luogo da vivere”.

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