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TMB Salario. La Giunta del III municipio: “Deve chiudere. Se ne prenda atto”

“Da quando ci siamo insediati abbiamo dato priorità alla battaglia contro il TMB Salario: abbiamo istituito insieme ai cittadini l’Osservatorio permanente per la chiusura del TMB, dal 1 agosto abbiamo svolto un monitoraggio sulle emissioni odorigene coinvolgendo quasi 300 famiglie con circa 4000 rilevazioni e molte segnalazioni sulla preoccupazione per la salute; il 6 ottobre 2018 abbiamo indetto una manifestazione civile e democratica , a cui hanno partecipato migliaia di persone, per chiedere una unità di crisi che gestisse l’emergenza ambientale rappresentata dal TMB. Non è mai stata una battaglia di cortile o di municipio, ponevamo una vera questione ambientale e di diritti negati di rilevanza cittadina e nazionale“. Così la giunta del Municipio 3, a seguito dell’incendio divampato nell’impianto dei rifiuti in via Salaria.

“Oggi – prosegue il comunicato di giunta – l’unità di crisi è stata imposta da un disastro annunciato. Si poteva fare in tempo di pace, siamo ora obbligati a inseguire gli eventi. Ancora un volta i cittadini avevano ragione non solo nel denunciare quello che non funzionava, ma nel prospettare percorsi istituzionali e soluzioni per il ciclo dei rifiuti a Roma”.

“Ora si giri pagina definitivamente, quell’impianto lì non ci doveva e non ci deve più essere, si rimuovano le macerie e si decida un diverso destino per il sito”.

“L’emergenza dei rifiuti a Roma c’era già prima, – prosegue il comunicato della giunta municipale – ora è ancora più grave e per risolverla serve un intervento di tutti: Comune, Regione, Governo centrale. Serve senso di responsabilità; serve che ognuno faccia la sua parte. Una doppia emergenza, ambientale e relativa ai rifiuti, che richiede un intervento del governo per dare la possibilità a Roma di portare i rifiuti urbani fuori dalla città per il solo tempo necessario. Un anno per riallineare le scelte comunali, quelle regionali e del governo, per avere un ciclo dei rifiuti degno di una capitale europea, questo deve essere l’impegno di tutti. Roma non può più tollerare cassonetti pieni e rifiuti per strada.“

“Come Municipio confermiamo che faremo ogni azione per aiutare l’avvio di un processo virtuoso per la gestione dei rifiuti e abbiamo già chiesto di estendere il porta a porta. Continuiamo a essere a fianco dei cittadini nel presidiare il luogo per evitare che si possa anche solo immaginare di tornare a far lavorare quell’impianto. Oggi si è chiusa definitivamente una fase, se ne prenda atto; e si chiuda anche la procedura di autorizzazione ambientale che pende in Regione assumendo la necessità di dismettere l’impianto”.

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