

In mostra fino al 13 novembre nel complesso ATER di viale Giorgio Morandi presso il Centro Culturale Municipale
Nel complesso ATER di viale Giorgio Morandi a Tor Sapienza, presso il Centro Culturale Municipale, è allestita –e lo sarà fino al tredici novembre 2015 – una mostra dal titolo “Donne decorate di Medaglia d’Oro al Valore Militare”.
Perché qui? Lo chiediamo virtualmente a una di loro, Paola Del Din, che ci risponde nella lettera per l’inaugurazione della mostra inviata alla biblioteca Lorenzo Lodi, di cui oggi è responsabile Marco Lodi, curatore della mostra. La Del Din scrive: “per me un onore e un piacere inviare un saluto molto cordiale agli intervenuti ed un augurio particolare per le donne di questo quartiere (Tor Sapienza). Esse hanno già dimostrato di non accettare soprusi : ciò mi fa molto piacere , perché anch’io a suo tempo mi ribellai alla prepotenza non per passioni politiche, ma per difesa della mia gente e della mia Patria in rovina”.
La “ribellione” a cui qui ci si riferisce è quella delle donne in prima linea per affermare il proprio diritto all’abitare questo territorio: a torto o a ragione donne italiane e straniere si sono espresse, talvolta in maniera violenta e esasperata, riguardo alla convivenza a Tor Sapienza tra migranti e cittadini italiani. Fuori dai ranghi del servizio militare tutto al maschile, appaiono donne con la propria precisa opinione, le une sui concetti di nazionalità, di difesa del proprio territorio, le altre su quelli del diritto all’abitare e dell’accoglienza allo straniero.
E’ proprio questo il nesso con le donne del quartiere: “sono convinta” scrive ancora Paola Del Din, “che le donne – se non si lasciano distrarre dalle tante frivolezze esistenti – per la loro stessa natura sono portate a cose concrete. I progressi, culturali e tecnici oggi possibili, permettono loro di affermare nei campi più disparati la loro personalità e l’originalità del loro modo di affrontare i moderni problemi”.
Donne che hanno influito davvero nella storia sono le diciotto, oltre alla sovracitata, decorate al valore militare di cui tratta la mostra. Venti pannelli su cui è impressa un’immagine bianconera del loro giovane volto e una breve storia di quella che fu la loro azione nella “guerra di liberazione” italiana successiva alla disfatta del regime fascista e dell’esercito. Sono state staffette, partigiane, crocerossine, sabotatrici, informatrici, senza mai smettere di essere ragazze, italiane, alcune madri. Sacrificarono la loro vita in nome della Patria e della resistenza al nazifascismo.
Marco Lodi, Vice Presidente Nazionale ANCFARGL Aeronautica, ci guida attraverso la mostra, ben contento di tornare alla “sua” Tor Sapienza con un’iniziativa di tale spessore e attualità. Ci fa notare che quei volti appartengono tutti –tranne uno- a donne del nord; alla nostra domanda mirata risponde che sì, l’armistizio del settembre quarantatré con la successiva fuga del re e di Badoglio a Brindisi, segnò l’inizio di due guerre divise dalla linea Gustav che tagliava in due la penisola: effettivamente il sud filomonarchico e non ancora liberato visse un’esperienza del tutto diversa da quella della resistenza autorganizzata e ideologicamente forte avutasi al nord. Anni di tale spontaneità nella coscienza politica settentrionale si fanno probabilmente ancora sentire a distinguerla da alcuni tratti antistatatali, conservatori, reverenziali dello scenario sociale meridionale.
Marco Lodi ci invita a riflettere su un altro distinguo importante: i liberatori italiani non furono solo partigiani, ma soprattutto militari regolari di ogni arma (esercito, marina, aeronautica, guardia di finanza, carabinieri e polizia – seppur in alcune vicende si aggregarono in via spontanea e senza ordini precisi); e ancora: i partigiani non furono tutti comunisti, basti ricordare l’eccezione delle brigate azzurre – conservatrici e liberali – o quella delle Fiamme Verdi, legate al partito e alla linea politica della Democrazia Cristiana. Ci sembra doveroso aggiungere: i “guerriglieri” non furono tutti uomini e le Medaglie al Valore di Irma Bandiera, Ines Bedeschi, Gina Borellini, Livia Bianchi, Carla Capponi, Cecilia Deganutti, Paola Del Din, Anna Maria Enriquez, Gabriella Degli Esposti Reverberi, Norma Pratelli Parenti, Tina Lorenzoni, Ancilla Marighetto, appena diciottenne quando venne fucilata dai tedeschi nel quarantacinque, Clorinda Menguzzato, Irma Marchiani, Rita Rosani, Modesta Rossi Polletti, finita a coltellate con il suo bimbo ucciso ancora in braccio, Virginia Tonelli, Vera Vassalle e Iris Versari sono per non dimenticare.
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