

Intervista al fondatore dell'associazione Gianfranco Gasparutto
Tra le più attive associazioni del VI (ex VIII) municipio è senz’altro da annoverare in viale dei Colombi 163/a Torre Maura l’associazione “La Via del Fare”, di cui è fondatore Gianfranco Gasparutto che abbiamo intervistato
Signor Gasparutto perché creare un’associazione e questo tipo di associazione?
Nel nostro municipio popolato da 250.000 residenti mancava qualcuno che si occupasse di educazione ambientale, non esisteva neanche una sede di Legambiente, soltanto una piccola parentesi del Wwf.
Come nasce La Via del Fare?
Da un gruppo di amici sensibili alle tematiche ambientali e al problema legato al ciclo dei rifiuti. Durante la pausa pranzo ci riunivamo, ci mandavamo email, per coltivare un sogno comune, creare un associazione ambientalista nel nostro territorio.
Ogni giorno lei dedica tempo e risorse preziosi per dedicarsi all’associazione. Le motivazioni sono sempre le stesse o ne scopre sempre di nuove?
Sempre di nuove.. Anche se siamo partiti come associazione ambientalista, le persone hanno cominciato a chiedere e a stimolarci su altri temi: disagio sociale, isolamento del quartiere, presenza di buche, cassonetti rovesciati. Ci siamo presi carico del lavoro del comitato di quartiere che è stato inoperoso per diversi anni, Siamo diventati un po’ il punto di riferimento delle problematiche di Torre Maura. Le persone chiedono molto a noi ma danno anche tanto.
Le difficoltà avute durante la nascita de La Via del Fare sono state prevalentemente gestionali ed economiche oppure di altro genere?
Innanzitutto il nostro è un quartiere un po’ dormitorio, dove il lavoro è suddiviso in varie parti, quella parte di Torre Maura che divide la Casilina, quella delle case Isveur e quella delle case dell’Ater. La difficoltà maggiore forse è stata la nostra presenza sul territorio che è andata a sconcertare i “gattopardi” locali, quei personaggi che vogliono che rimanga tutto allo stesso modo e coltivarsi il proprio orticello, anche dal punto di vista politico. Per l ‘aspetto economico, ci siamo sempre autofinanziati.
Le difficoltà l’hanno mai scoraggiata al punto di pensare di mollare tutto?
Qualche volta si. Quando nonostante la grande mole di lavoro, e il nostro grande impegno, i risultati non arrivavano. Sopratutto nel trovarci di fronte e contrastare una burocrazia incredibile e assurda. Il caso del parco di “Casa Calda” ne è un un tipico esempio. Un anno fa abbiamo lottato per per recuperarlo , due anni prima ci siamo battuti contro il cemento, abbiamo organizzato un primo maggio davvero carino, dove di iniziative simili ce ne erano davvero poche. Ad oggi nonostante segnalazioni al nuovo municipio il V (ex VII) e all’assessore all’Ambiente Pietroletti perché le competenze di quell’area appartengono a quel municipio, ci troviamo con l ‘erba alta perché non si capisce a chi spetta farlo. Questo porta gli abitanti a rimproverarci e a dirci: “non siete riusciti a far tagliare l’erba”. Non capisco dopo un anno dalle elezioni, anche se siamo in un momento di crisi, come sia possibile non riuscire a garantire il lavoro ordinario. In questi frangenti ci cadono le braccia.
In sintesi cosa è veramente La Via del Fare? Da quanto tempo siete presenti sul territorio?
Posso definire La Via del Fare come “la casa” di tutti i cittadini di Torre Maura, un motore, uno stimolo per il quartiere, presente ormai da sei anni
Quali sono nel dettaglio le attività e come vi sostenete?
I servizi fissi sono “lo sportello del cittadino” un punto do incontro, dove il cittadino può esporre le sue problematiche confrontandosi con altre figure, l’amministratore di condomino, l’architetto ecc. senza escludere problematiche sociali e di degrado del quartiere e la presentazione di libri. Abbiamo un gruppo di anziani che si occupano di scrivere delle commedie teatrali di loro ideazione. Fondamentalmente siamo una associazione work in progress sempre con nuove iniziative. Per l’aspetto economico continuiamo a vivere di fondi propri, ognuno mette qualcosa del suo. Questo tengo a precisarlo, infatti, chiunque voglia visionare documenti, in Comune, in Provincia e alla Regione potrà constatare che non abbiamo mai preso soldi da nessuno.
La vostra associazione dispone di molti collaboratori? Sono spinti tutti dagli stessi ideali?
Tutti ispirati dagli stessi ideali
Le istituzioni sono presenti e contribuiscono ai vostri progetti o per usare un eufemismo “fanno o orecchie da mercante?”
No mai in questi sei anni, nessuno, tutti con orecchie da mercante
Quando “scendete in campo” come viene organizzata la suddivisione dei compiti. Per competenza, iniziativa personale o a rotazione?
Ognuno è libero di scegliere cosa fare.
Attualmente avete organizzato qualcosa o è ancora in cantiere?
Vogliamo rivitalizzare e mettere in rete il commercio di Torre Maura. Il 23 maggio 2014 abbiamo organizzato in sede un primo incontro con Tor Vergata e si parlerà di cellule staminali, presente e futuro. Poi ci sarà il grande appuntamento di Capitan Ultimo nel parco della Mistica. Si parte dalla Prenestina per arrivare a vedere i palazzi dell’Isveur, dove è stata confermata la squadra di pallavolo dream time, musica gratis, cucina cambogiana, liberazione dei falchi e per le signore la presenza di Raul Bova.
Avrete sicuramente ricevuto dei meriti e degli elogi tuttavia vi sentite legati ad una attività in particolare, se sì, quale?
Abbiamo certamente avuto elogi sulla prevenzione dell’esame baropodometrico (è un test che permette di valutare la qualità dell’appoggio a terra dei piedi), dove abbiamo visitato tanti bambini, circa 400 e messo in contatto con le Asl chi aveva bisogno di un plantare; è stato il nostro cavallo di battaglia e, finita quella spinta propulsiva, siamo passati alle tiroidi. Non possiamo trovare una cosa che va bene per sempre.
Quindi un semplice cittadino che vorrebbe entrare a far parte del vostro staff, spinto da ideali umanitari e non economici, come potrebbe aiutare o migliorare le vostre attività? Richiedete particolari abilità e competenze oppure la vostra porta è aperta a tutti e basta avere allegria e voglia di fare e amore per il prossimo?
È esattamente cosi, e tra noi non esistono discriminazioni di destra o sinistra, o di cultura, abbiamo persone laureate che si confrontano ed operano con chi ha la licenza media. Qui non esiste il capo di nessuno; spesso e volentieri mi trovo io stesso a pulire il bagno. Veramente c’è posto per tutti.
Ora non ci resta che venire a trovarvi e augurare in bocca al lupo a La Via del Fare.
Vi aspettiamo numerosi qui nella nostra sede in via dei colombi 163/a, il venerdi dalle 18 alle 20 con lo sportello del cittadino.
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