Torre Maura: forti proteste contro i nomadi a Roma

La procura indaga per minacce aggravate dall’odio razziale
Redazione - 3 Aprile 2019

Forte e rabbiosa è stata la protesta dei residenti di Torre Maura che ieri pomeriggio, 2 aprile 2019, si sono riversati davanti al centro di accoglienza di via dei Codirossoni, per protestare contro il trasferimento di 70 persone, tra rom e sinti, considerate in stato di “fragilità sociale”.

Alcuni manifestanti hanno urlato: “Gli zingari non li vogliamo”. Altri: “I posti letto diamoli ai terremotati invece che ai rom”. Altri ancora addirittura hanno minacciato: “Daremo fuoco a tutto”.

Alla base del dislocamento deciso dal Campidoglio la vittoria, da parte dello stabile di Torre Maura, del bando europeo per l’accoglienza. L’edificio sarebbe infatti risultato più funzionale rispetto a quello di via Toraldo, nella vicina Torre Angela. Una struttura quest’ultima abitata per tre anni dalle famiglie rom: dal gennaio 2014 fino ad ora.

Sugli scontri di ieri pomeriggio la procura della Capitale ha aperto un fascicolo di indagine.

A piazzale Clodio sono in attesa di una informativa dalle forze dell’ordine intervenute. I reati ipotizzati, al momento, sono di danneggiamento e minacce aggravate dall’odio razziale.

Tra i manifestanti, circa 250 persone, anche molti appartenenti di CasaPound. Sul posto è intervenuta la polizia di stato in tenuta antisommossa. “Cori e insulti ce ne sono stati, ma non si è mai andati oltre. Non c’è stato contatto fisico né con noi né con i rom”, hanno spiegato a “La Stampa” fonti delle forze dell’ordine.

Sono stati incendiati tre cassonetti dei rifiuti ed è stata bloccata la consegna dei pasti all’interno della struttura. Durante i tafferugli sono stati anche buttati a terra e calpestati i panini. Proteste che sconfinano nella violenza, ma anche “del tutto prive di fondamento, in quanto messe in atto contro famiglie che hanno delle gravi fragilità sociali. Sono integrati nel quartiere da anni e l’individuazione di quella struttura è utile garantire la continuità dei cicli scolastici per i più piccoli”, ha spiegato la portavoce del Forum del Terzo settore del Lazio, Francesca Danese che ha parlato di veri e propri “atti di intolleranza figli del clima di odio che certa cattiva politica sta alimentando nel Paese”.

Maria Vittoria Molinari, dell’Unione sindacale di base (Asia-Usb) ha sottolineato le responsabilità del Comune di Roma: “La vicenda è stata gestita male in quanto il VI municipio non è stato informato in tempo del trasferimento e non ha potuto preparare i cittadini che sono stanchi a questo punto delle decisioni dall’alto”.

Secondo Angela Barone, presidente del comitato inquilini Isveur Torre Maura: “I residenti non sopportano che la zona venga trattata come la discarica di tutti i problemi dei cittadini romani”.

Nella notte l’annuncio del Campidoglio: “spostamento entro una settimana”

Nella notte, dopo un lungo vertice, il Campidoglio si è piegato alla protesta e ha annunciato che i rom saranno ricollocati altrove. Le 70 persone (33 bambini, 22 donne delle quali tre in stato avanzato di gravidanza)  saranno spostate nelle altre strutture cittadine entro sette giorni.

La decisione è stata presa al termine di un lungo incontro svoltosi nella presidenza del VI municipio tra una delegazione dei cittadini della zona e il capo di gabinetto della sindaca Raggi, Stefano Castiglione, la dirigente dell’ufficio rom del Comune, il minisindaco Romanella.

“Con grande senso di responsabilità – ha spiegato il delegato alla Sicurezza del Campidoglio Marco Cardilli – ci siamo subito attivati già da questa notte. Abbiamo deciso di procedere a una progressiva ricollocazione per restituire tranquillità al quartiere e per tutelare i 33 minori ospiti nella struttura, abbiamo questa priorità al di sopra di tutto. Stiamo esaminando e analizzando tutte le possibili soluzioni sul territorio di Roma, cercheremo di sistemarli con soluzioni alternative e dignitose”.

Da oggi la Sala operativa sociale del Campidoglio inizierà a svuotare il centro – ha spiegato il presidente del VI municipio  Romanella – si parla tanto di integrazione e da qualche parte si sarebbe dovuto iniziare. In questo caso non eravamo stati informati di nulla. C’è stato un grave difetto di comunicazione (col Comune, ndr), non deve più accadere”.

A sua volta la la sindaca di Roma Virginia Raggi ha affermato: “Sono intervenuta per evitare che la situazione degenerasse. C’era un clima molto pesante, di odio. Sono intervenuta per tutelare i tanti cittadini onesti di quel quartiere e i 33 bambini del gruppo dei nomadi che rischiavano la vita e l’incolumità personale. Dovere dell’amministrazione è quello di tutelare la vita e l’incolumità delle persone. Non possiamo cedere all’odio razziale, non possiamo cedere contro chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone, e mi riferisco prevalentemente a Casapound e Forza Nuova” ha concluso.

 


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