Traffico e cantieri bloccano i taxi di Roma: monta la rabbia contro il Comune

La protesta riguarda la mancanza di stalli dove caricare i clienti a causa dei numerosi cantieri presenti in città

Il sole non è ancora alto, ma il rumore delle auto che strombazzano nervosamente davanti alla stazione Termini è già assordante. Le file di taxi si snodano lentamente lungo via De Nicola, mentre decine di tassisti attendono pazientemente di raggiungere l’ingresso della stazione.

Qualcuno guarda l’orologio con aria rassegnata, altri scuotono la testa. “È una follia, così non possiamo lavorare” sbotta uno di loro, fermo da diversi minuti.

Benvenuti nel cuore del caos: la piazza dei Cinquecento è un cantiere aperto e i tassisti di Roma sono esasperati.

I cantieri che paralizzano Termini

I lavori di restyling della grande piazza antistante la stazione hanno trasformato l’intera area in un dedalo di transenne e deviazioni. Le aree di sosta dedicate al carico e scarico dei passeggeri sono state chiuse o ridotte, creando un effetto domino devastante sulla circolazione dei taxi.

La situazione è critica. Tutti i taxi devono accedere alla stazione da via De Nicola, l’unico punto rimasto disponibile. Ma lo spazio è ridotto, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: auto incolonnate, traffico impazzito e attese interminabili.

In pratica, ogni mattina è una corsa a ostacoli” racconta Paolo, tassista da oltre vent’anni. “Per caricare un cliente perdiamo minuti preziosi, e tutto si intasa. È assurdo pensare che questo caos durerà fino alla fine dei cantieri”.

I problemi, però, non si fermano a Termini. La crisi dei parcheggi taxi si estende a tutta Roma, toccando luoghi strategici come Santa Maria Maggiore, Porta Pia, piazza Venezia e Castel Sant’Angelo.

“Costretti a girare a vuoto”: la rabbia dei tassisti

La situazione è diventata insostenibile, tanto che l’associazione di categoria Uritaxi ha deciso di alzare la voce. In una lettera inviata all’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, e al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, Uritaxi denuncia la chiusura o il ridimensionamento di parcheggi fondamentali per il servizio taxi.

I tassisti in turno spesso non trovano parcheggi disponibili e sono costretti a girare a vuoto – scirve Uritaxi – incrementando il traffico cittadino, oppure a sostare in aree non consentite, rischiando pesanti sanzioni.

Negli ultimi tempi, l’aumento delle multe ha ulteriormente aggravato il danno subito da una categoria già fortemente penalizzata, sia economicamente sia a livello di immagine“.

Il risultato? I tassisti, spesso, non trovano più posti dove fermarsi. “Siamo costretti a girare a vuoto in cerca di uno stallo, con un impatto devastante sul traffico cittadino” prosegue Paolo. “E quando proviamo a fermarci in zone non consentite, rischiamo multe salatissime“.

Le multe e la beffa delle nuove licenze

A peggiorare le cose, nelle ultime settimane è arrivato un aumento delle sanzioni. Le auto bianche che sostano in aree vietate finiscono nel mirino dei vigili urbani, aggravando una situazione economica già precaria per molti lavoratori del settore.

Ma c’è un’altra ombra che incombe sui tassisti romani: l’arrivo di 1.000 nuove licenze taxi e l’introduzione delle seconde guide. L’aumento delle auto bianche in circolazione rischia di essere infatti un colpo mortale per il settore già in difficoltà.

Un futuro incerto tra cantieri e promesse

Intanto, la città si prepara ad accogliere milioni di pellegrini in vista del Giubileo del 2025. Ma mentre i turisti arrivano, i tassisti romani si sentono sempre più abbandonati.

Il Comune ha promesso interventi per migliorare la situazione, ma i tassisti aspettano fatti concreti. Fino ad allora, davanti alla stazione Termini, il caos continuerà a regnare sovrano.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento