

Presentati alla Commissione Turismo del Comune: la Chiesa di Meyer a Tor Tre Teste, Ostia Antica e il Colosseo medievale
Far conoscere anche i siti del patrimonio artistico e archeologico minore di Roma, ecco di cosa si è parlato il 13 maggio durante la conferenza stampa tenutasi nella sala del Carroccio al Campidoglio dal Presidente della Commissione Turismo del Comune di Roma, Alessandro Vannini.
Durante la conferenza più volte è stata sottolineata l’importanza del turismo che ‘rappresenta per Roma un grande motore di sviluppo economico’. “Dai dati statistici – dichiara Vannini – si evince che coloro che scelgono la nostra città per le loro vacanze non riescono, nei pochi giorni di permanenza, a scoprire una grande parte di offerta monumentale ed architettonica meno conosciuta, ma non per questo meno importante e significativa”.
E per far conoscere ciò che a Roma c’è, ma è ancora nascosto si procederà con le riprese di tre itinerari turistici, con la loro spiegazione da parte di guide qualificate, e con la realizzazione per ognuno di un dvd che verrà consegnato alla Commissione Turismo del Comune di Roma come strumento di promozione e mandato in onda su di un’emittente regionale e su di un’emittente satellitare.
Il progetto si pone l’obiettivo di far conoscere, apprezzare e di conseguenza valorizzare alcuni siti meno noti che spesso tour operators e guide turistiche non riescono ad inserire negli itinerari convenzionali. Farli conoscere e divulgare le suggestioni che questi riescono a catturare vuol dire non solo portarli all’attenzione ma anche sollecitare la curiosità e la voglia di tornare a Roma per scoprire le sue ulteriori bellezze. Un altro obiettivo che il progetto si prefigge di raggiungere è quello di far conoscere anche ai romani luoghi spesso sconosciuti e meno noti.
I percorsi scelti sono:
la Chiesa di Meyer a Tor Tre Teste, cotruita in ben 5 anni di lavoro e non lontana dall’antico acquedotto romano che “con le sue vele bianche ci condurrà verso un mondo nuovo”, queste le parole usate dall’architetto Richard Meier presentando la sua opera davanti a Papa Giovanni Paolo II nell’ambito del programma “50 chiese per Roma 2000”;
il secondo percorso riguarda Ostia Antica, dove il tempo sembra essersi fermato ai fasti di Roma e valorizzare quindi la grande necropoli e l’affascinante teatro, da sempre trampolino di lancio di tanti archeologi che in quei luoghi hanno studiato la grande edilizia e topografia romana;
infine il Colosseo medievale.
Perché tutti ricordano il grande anfiteatro nell’epoca in cui fu costruito e i giochi in esso organizzati durante l’impero, ma pochi ne conoscono il declino avutosi durante il Medioevo.
Il revival del suo passato post-classico avviene quando una scoperta pone in luce un giacimento medievale recuperato al suo interno, portando alla luce una fetta dimenticata della sua storia.
Nel 1985 viene rinvenuto fortuitamente, in un sottoscala del piano terra, un “butto medievale”. Lo scavo, eseguito dalla Soprintendenza Archeologica di Roma, dà il via a nuove indagini, ponendo il problema del riuso del monumento in età post-antica e medievale. In tale ambito una innovativa metodologia viene ideata e messa a punto per studiare le tracce sopravvissute alla “pulizia” di quanto non considerato classico (“attaccaglie”, sono dei fori per soppalchi).
E non tutti sanno che il grande anfiteatro durante il XV rientrava nel programma di insediamenti ospedalieri.
Tante novità che porteranno il turista a conoscere le curiosità che Roma nasconde tra le sue mura.
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