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“Trentamila naufraghi sotto i mari”: Roma svegliata dai manifesti misteriosi

Niente sigle, QR code o rivendicazioni. Solo il riferimento al romanzo di Jules Vernes per parlare della tragedia migratoria che si consuma sulla rotta mediterranea

Questa mattina Roma si è risvegliata con un mistero sulle strade. Più di 150 manifesti anonimi sono comparsi tra Pigneto, San Lorenzo e Piazza Vittorio: nessuna firma, nessun QR code, nessuna rivendicazione.

Solo un’immagine potente e un messaggio che fa riflettere: “Trentamila naufraghi sotto i mari. Cambiamo il finale.”

Sulle locandine, una piccola barca a remi giace sul fondo del mare, illuminata da un singolo raggio di luce.

L’eco di Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne è evidente, ma il finale è ben più tragico e reale: qui non ci sono capitani Nemo, solo le migliaia di vite inghiottite dal Mediterraneo ogni anno.

I poster parlano di una “produzione” a cura di Italia e Libia, con la “regia” del Ministero dell’Interno e “attori” senza nome: migranti che hanno affrontato il mare e spesso non sono tornati.

La data impressa in basso, 3 ottobre, richiama inevitabilmente la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, trasformando la città in un grande palcoscenico silenzioso di denuncia e memoria.

Tra traffico, murales e caffè, Roma oggi incontra un’arte che non chiede applausi, ma attenzione. Un monito diretto a chi legge: quante altre vite sommerse restano invisibili sotto i mari?


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