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Tuscolana, degrado e occupazioni: i residenti esasperati “attendiamo risposte sul progetto Campo Urbano”

L’area della stazione resta un nodo irrisolto, tra progetti arenati e promesse di riqualificazione

Ronzii continui, luci accese fino a notte fonda e un cancello sempre aperto da cui entra ed esce chiunque. Attorno alla stazione Tuscolana, nel cuore del VII Municipio, cresce la rabbia dei residenti.

Un’area che da anni attende di essere rigenerata, ma che oggi appare più che mai abbandonata a sé stessa.

“Abbiamo scritto all’assessorato all’Urbanistica e al presidente del Municipio – racconta Rosy Tomassi, presidente del Comitato di Quartiere Tuscolano Fiorelliperché la situazione peggiora di mese in mese. I lavori notturni sono ripresi, le barriere acustiche non servono a nulla e gli edifici demoliti a metà sono stati di nuovo occupati. Qui la percezione di insicurezza è altissima”.

Un progetto fermo da anni

Nel mirino dei cittadini c’è il destino del progetto “Campo Urbano”, nato con il bando internazionale Reinventing Cities, che avrebbe dovuto trasformare l’ex scalo ferroviario in un polo verde, sostenibile e multifunzionale. Ma la riqualificazione, a distanza di sei anni dall’annuncio, non è mai partita.

Dalla Soprintendenza erano arrivate prescrizioni paesaggistiche che, di fatto, hanno bloccato tutto. “Il progetto non ha potuto essere realizzato a seguito delle prescrizioni di vincolo imposte alla fine del 2022”, si legge nel sito del programma internazionale.

L’assessorato capitolino all’Urbanistica conferma: “Il soggetto vincitore non ha mai depositato il progetto necessario ad avviare la conferenza dei servizi”. In altre parole, l’iter amministrativo non è mai cominciato.

Foto del CdQ Tuscolano Fiorelli

La nuova “vision” di Sistemi Urbani

Il progetto “Campo Urbano”, insomma, è rimasto sulla carta. Ma qualcosa si muove. Sistemi Urbani, la società del gruppo FSI che gestisce gli ex scali ferroviari, ha elaborato una nuova vision per il rilancio dell’area e nel 2024 ha siglato un protocollo d’intesa con la Soprintendenza speciale e il Ministero della Cultura.

L’obiettivo è condividere le linee guida di un nuovo piano di rigenerazione urbana che interessi complessivamente 47.700 metri quadrati di superficie, suddivisi in due lotti: uno dedicato al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, l’altro alla riconversione delle aree dismesse.

Foto del CdQ Tuscolano Fiorelli

Tra demolizioni incomplete e nuove occupazioni

Nel frattempo, però, l’area continua a vivere tra abbandono e interventi parziali. Alcuni lavori di messa in sicurezza sono stati avviati – come la demolizione del muro di cinta crollato durante l’estate e di alcune strutture pericolanti – ma il quadro resta critico.

“Gli interventi non sono mai stati completati denunciano i residenti e tra le mura rimaste in piedi si sono sistemate di nuovo persone senza fissa dimora. Di notte si sentono rumori, si vedono luci, ma nessuno controlla”.

Riqualificazione in vista, ma con un volto diverso

Secondo FSI, la riqualificazione si farà, anche se non con il progetto originario. L’idea è quella di “far rivivere lo scalo” con funzioni di aggregazione e culturali, in attesa della trasformazione definitiva.

Oggi una parte dell’area è già utilizzata per il Banco Alimentare, ma la “vision” complessiva punta a un mix funzionale: fino al 20% residenziale, altrettanto commerciale, e la parte restante dedicata a servizi e spazi pubblici.

Un progetto che, almeno nelle intenzioni, riprende lo spirito del vecchio “Campo Urbano”: restituire alla città un’area oggi simbolo di degrado, trasformandola in un punto di incontro, innovazione e socialità.

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