TVA, risolto il nodo di Largo Micara: il progetto da 120 milioni accelera

La commissione Mobilità ha dato il via libera all’esproprio, l’area diventerà il deposito dei 24 nuovi tram della linea

Roma e i suoi tram, una storia che sembra non cominciare mai davvero. Eppure, tra carte bollate e rinvii infiniti, la tranvia Termini–Vaticano–Aurelio (TVA) compie finalmente un passo decisivo.

La commissione Mobilità ha dato il via libera all’esproprio di Largo Micara, l’area che diventerà il deposito dei 24 nuovi tram della linea. Un passaggio che, visto da fuori, può sembrare solo burocratico. In realtà è la chiave che sblocca un ingranaggio fermo da decenni.

Per capire il peso della decisione, bisogna tornare indietro nel tempo. Era il 1983 quando Largo Micara finì al centro di un intricato contenzioso con la Fondazione Piccolomini, proprietaria dell’area. Per anni, quello spazio è stato usato come parcheggio per autobus, fino a quando, nel 2023, è tornato definitivamente alla fondazione.

Una battaglia legale che il Comune ha chiuso solo oggi, mettendo sul piatto 4,1 milioni di euro tra esproprio e vecchi canoni. Costi elevati, certo, ma necessari: senza quell’area, il progetto esecutivo della TVA rischiava di rimanere nel cassetto.

L’urgenza è dettata anche dall’Europa. I 120 milioni di euro stanziati per l’opera devono essere utilizzati nei tempi previsti, altrimenti andranno persi. Ecco perché, ora che il nodo Micara è stato sciolto, la speranza è che i lavori possano finalmente ingranare.

Ma la strada non è in discesa. Prima che i tram possano scorrere lungo via Gregorio VII, servirà rinforzare l’acquedotto di piazza Villa Carpegna e spostare sottoservizi vitali come gas, luce e acqua. Solo per queste operazioni serviranno due anni, allungando ulteriormente il cronoprogramma di un’opera già in forte ritardo.

La TVA è quindi ancora una promessa sospesa, una corsa a ostacoli che dura da oltre quarant’anni. Eppure, con l’esproprio di Largo Micara, Roma ha finalmente un punto fermo: un parcheggio pronto ad accogliere i tram del futuro. Ora resta da vedere se la città riuscirà, questa volta, a non perdere il treno.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento