

4,1 milioni di euro per acquisire definitivamente l’area, con il consenso della Fondazione Piccolomini
Dove per decenni c’era solo una disputa legale e un parcheggio conteso, ora sorgerà il cuore pulsante della futura tranvia Termini–Vaticano–Aurelio. Dopo oltre quarant’anni di battaglie giudiziarie, la città di Roma mette un punto fermo su largo Cardinal Micara, l’area strategica su via Gregorio VII destinata ad accogliere il nuovo ricovero dei tram.
Una delibera di Giunta ha infatti sancito l’acquisizione dell’area da parte del Comune, sbloccando così il progetto esecutivo del primo lotto della TVA, l’ambiziosa linea su ferro che promette di rivoluzionare la mobilità tra centro e periferia ovest.
La storia dell’area è quasi da romanzo: nel 1983, il Comune inizia a usarla come parcheggio per pullman turistici grazie a un accordo con la Fondazione Piccolomini. Accordo che, però, non fu mai formalizzato. L’esproprio tentato nel 1988 andò a vuoto, e da lì prese avvio un lungo ping-pong giudiziario.
Nel 2013, la Fondazione cita in giudizio il Comune e ottiene lo sfratto per finita locazione. La giustizia dà ragione alla proprietà, sottolineando come il Campidoglio stesse occupando l’area senza alcun titolo valido.
A peggiorare le cose, nel 2016 la Fondazione presenta una nuova azione per ottenere il risarcimento dei danni. Solo nel 2023, dopo anni di trattative fallite, l’area è tornata ufficialmente sotto il suo controllo.

Per evitare nuovi stalli e non perdere i fondi europei già stanziati, Roma Capitale ha deciso di giocare la carta dell’accordo volontario: 4,1 milioni di euro per acquisire definitivamente l’area, con il consenso della Fondazione.
«Proseguiamo senza sosta con tutti i passaggi utili e necessari alla realizzazione di infrastrutture fondamentali per la mobilità della Capitale» – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, commentando la notizia sui social.
L’acquisizione era la condizione chiave per completare il progetto esecutivo del primo tratto della TVA, da Giureconsulti a Porta Cavalleggeri, finanziato con 120 milioni di euro di fondi europei. Una corsa contro il tempo: la deadline fissata da Bruxelles era giugno 2026, ma è ormai evidente che i tempi tecnici non consentiranno di arrivare a tanto.
Il piano B? Avviare i cantieri il prima possibile, completare tutte le opere realizzabili entro la scadenza e chiedere a Bruxelles una proroga con giustificata flessibilità.
Ora che largo Cardinal Micara è ufficialmente di proprietà comunale, i lavori possono finalmente partire. Dopo decenni di immobilismo, qualcosa sembra davvero muoversi.
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